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Con l’avvento di Obama si è assistito, soprattutto nell’ultimo periodo, a un netto cambiamento dei rapporto diplomatici di Washington con molti paesi tra cui: Russia, Cina, Israele e altri partner europei.
La dipolomazia guidata dal primo presidente di colore si è subito messa in moto per stabilire un buon rapporto con la Federezione Russa e in particolare con Vladimir Putin dopo che l’era Bush aveva portato un clima di sfida molto pericoloso. Certo, tra le due superpotenze non mancano mai le diatribe legate allo scudo missilistico, ma i rapporti tra Medvedev e Obama sono ottimi.
Con Israele c’è stato un leggero cambiamento rispetto le amministrazioni precedenti poiché lo stesso Obama ha dichiarato che il paese mediorientale deve rivedere la propria politica verso i palestinesi. Chissà come l’hanno presa loro che sono sempre stati protetti e aiutati dagli americani.
Con l’Europa si è visto un buon rapporto diplomatico con l’Italia (gli Usa confidano molto in noi, viceversa noi dipendiamo enormemente da loro) e soprattutto con la Francia. Mi è sembrato di vedere un’ottima intesa tra Obama e Sarkozy, è una mia impressione? Parigi in campo internazionale è sempre un passo avanti a tutti. Ovviamente gli Usa hanno un canale preferenziale con il Regno Unito, paese che gli è sempre stato vicino in tutte le scelte, anche quelle complesse come la guerra in Iraq.
Qualche problemino in più è dato dalla Cina: c’è stato una grossa discussione riguardo i diritti umani negati al popolo cinese e alle minoranza tibetana, poi la discussione si è focalizzata sulla censura del web con il colosso Google che ha boicottato il governo cinese e ha rimosso ogni filtro per le ricerche su internet. I rapporti sono ulteriormente peggiorati dopo che gli Usa hanno deciso di vendere armi a Taiwan (discorso lungo che evito di spiegare…), la Cina da parte sua ha convocato l’ambasciatore che in una nota ufficiale ha dichiarato a rischio i rapporti diplomatici fra i due paesi. Obama per nulla preoccupato ha riattaccato invitando il Dalai Lama nella Casa Bianca.
Questo scontro è davvero molto pericoloso poiché si fronteggiano la prima e la seconda potenze economiche (su valori nominali) mondiali e soprattutto perché gli Usa sono esposti verso la Banca Cinese che se decidesse di far rientrare i capitali manderebbe in default il paese con la bandiera a stelle e strisce.
Chissà cosa riserverà il futuro, ma per ora (giudizio del tutto personale) la politica estera di Obama mi piace parecchio, soprattutto nei confronti della Cina dato che gli Usa sono gli unici ad alzare la voce nei confronti della più grande dittatura mondiale.





