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La politica estera USA

Immagine presa da http://nuovosoldo.wordpresso.com

Con l’avvento di Obama si è assistito, soprattutto nell’ultimo periodo, a un netto cambiamento dei rapporto diplomatici di Washington con molti paesi tra cui: Russia, Cina, Israele e altri partner europei.

La dipolomazia guidata dal primo presidente di colore si è subito messa in moto per stabilire un buon rapporto con la Federezione Russa e in particolare con Vladimir Putin dopo che l’era Bush aveva portato un clima di sfida molto pericoloso. Certo, tra le due superpotenze non mancano mai le diatribe legate allo scudo missilistico, ma i rapporti tra Medvedev e Obama sono ottimi.

Con Israele c’è stato un leggero cambiamento rispetto le amministrazioni precedenti poiché lo stesso Obama ha dichiarato che il paese mediorientale deve rivedere la propria politica verso i palestinesi. Chissà come l’hanno presa loro che sono sempre stati protetti e aiutati dagli americani.

Con l’Europa si è visto un buon rapporto diplomatico con l’Italia (gli Usa confidano molto in noi, viceversa noi dipendiamo enormemente da loro) e soprattutto con la Francia. Mi è sembrato di vedere un’ottima intesa tra Obama e Sarkozy, è una mia impressione? Parigi in campo internazionale è sempre un passo avanti a tutti. Ovviamente gli Usa hanno un canale preferenziale con il Regno Unito, paese che gli è sempre stato vicino in tutte le scelte, anche quelle complesse come la guerra in Iraq.

Qualche problemino in più è dato dalla Cina: c’è stato una grossa discussione riguardo i diritti umani negati al popolo cinese e alle minoranza tibetana, poi la discussione si è focalizzata sulla censura del web con il colosso Google che ha boicottato il governo cinese e ha rimosso ogni filtro per le ricerche su internet. I rapporti sono ulteriormente peggiorati dopo che gli Usa hanno deciso di vendere armi a Taiwan (discorso lungo che evito di spiegare…), la Cina da parte sua ha convocato l’ambasciatore che in una nota ufficiale ha dichiarato a rischio i rapporti diplomatici fra i due paesi. Obama per nulla preoccupato ha riattaccato invitando il Dalai Lama nella Casa Bianca.

Questo scontro è davvero molto pericoloso poiché si fronteggiano la prima e la seconda potenze economiche (su valori nominali) mondiali e soprattutto perché gli Usa sono esposti verso la Banca Cinese che se decidesse di far rientrare i capitali manderebbe in default il paese con la bandiera a stelle e strisce.

Chissà cosa riserverà il futuro, ma per ora (giudizio del tutto personale) la politica estera di Obama mi piace parecchio, soprattutto nei confronti della Cina dato che gli Usa sono gli unici ad alzare la voce nei confronti della più grande dittatura mondiale.

La mia laurea cosa vale?

La scrittura è l'emblema della comunicazione

Il tema di oggi mi è venuto in mente pensando alla discussione che ho fatto oggi pomeriggio con l’assessore alla scuola del mio piccolo comune. Mirca Gabrini la conosco da una vita, devo dire che è una persona in gamba perché si impegna fino in fondo in una cosa che non ha mai fatto e che richiede una certa preparazione.

Io ho fatto il suo stesso percorso scegliendo di studiare un settore complesso e molto variegato come quello della comunicazione (io sono un laureando in Comunicazione Istituzionale e Politica, lei si è laureata in Comunicazione e Marketing aziendale) ed entrambi concordiamo sul fatto che sia una laurea molto particolare. Particolare? Perché? Io la definisco particolare perché quando dico che studo comunicazione tutti mi chiedono: “e cioè? cosa diventi? cosa vai a fare?”. Sembra facile la risposta, ma non lo è affatto perché la nostra laurea è tutto e non è niente.

Ormai ho quasi finito e posso tracciare un bilancio dei miei studi:

  • studiare comunicazione significa affrontare materie come psicologia che ti permettono di capire come reagisce una persona di fronte a uno stimolo comunicativo e come puoi influenzare il suo modo di ragionare ricorrendo a tecniche di persuasione davvero elementati;
  • studiare comunicazione significa affrontare materie come sociologia che ti permettono di comprendere lo sviluppo delle società, la loro capacità di giudizio critico e la loro capacità di adattamento di fronte a nuovi strumenti come ad esempio i mass media e il web;
  • studiare comunicazione significa affrontare materie come informatica e nuovi media che ti danno una buona preparazione per creare siti web, blog e per avere un buon rapporto con gli strumenti elettronici;
  • studiare comunicazione significa studiare 2 lingue come francese e inglese a livello commerciale e fonetico;
  • studiare comunicazione significa studiare benissimo la lingua italiana perché una laurea del genere presuppone un uso frequente della nostra lingua madre. Materie come Italiano Applicato, Filosofia del linguaggio, Semiotica del testo e Linguistica Generale sono solo alcuni esempi, ma vi posso garantire che sono esami davvero molto complicati;
  • studiare comunicazione significa affrontare materie con un ampio uso della matematica come Statistica e Metodi dove vengono date le basi per costruire un questionario o per tracciare una tabella sintetica che raccolga un alto numero di dati
  • studiare comunicazione significa affrontare il diritto privato, pubblico e della comunicazione con tutte le leggi sulla privacy, sulla pubblicazione di notizie, sull’iscrizione al registro per le imprese che fanno informazione, ecc…

Insomma, con un piano di studi così puoi fare tutto e non puoi fare niente. Dal mio punto di vista la base di partenza è davvero buona, sta poi nella voglia e nelle capacità individuali sviluppare un singolo percorso da approfondire per costruirsi un lavoro. Costruirsi un lavoro? Sì, con la mia laurea è difficile trovare un lavoro poichè non siamo ingegneri, ma dobbiamo costruirci un lavoro autonomo. Ovvio, la mia laurea consente anche di fare giornalismo, il copy writer (colui che scrive discorsi o inventa pubblicità), il capo redattore a un giornale, ecc… ma penso che sia più propensa a indirizzare gli studenti su un percorso individuale.

Mi sono chiesto se avessi imparato ad analizzare i media senza questa laurea e a questa domanda mi sono sempre risposto no. No perché è difficile capire i media: il modo in cui funzionano, il modo in cui creano consenso intorno a un dibattito o un fatto, il modo in cui riescono a rielaborare una notizia, il modo in cui viene costruita una notizia con tutti i criteri annessi… insomma la carne al fuoco è davvero tanta e non si smette mai di imparare cose che davamo per scontate.

Continuerò a investire in comunicazione? Devo dire che a Reggio Emilia mi sono trovato bene, ma non mi va di ripetere le stesse materie, quindi è facile che continui in un’altra città. Mi piace molto l’offerta didattica dell’università di Bologna che ha un corso di “Mass Media e Politica”… staremo a vedere, ma sono contento del percorso che ho fatto e non ho grossi rimpianti.

Negli ultimi tempi si discute moltissimo riguardo la storia di Bettino Craxi a tal punto che i revisionisti storici come Letizia Moratti (sindaco di Milano) vorrebbero dedicare strade e piazze al ex Presidente del Consiglio.

Immagine proveniente da Wikipedia e di proprierà della Camera dei Deputati

La storia politica di Craxi è poco conosciuta: è stato leader indiscusso del PSI (Partito Socialista Italiano) a partire dalla metà degli anni 70 fino al crac di Mani Pulite dei primi anni 90. Craxi è stato Presidente del Consiglio dal 1983 al 1987 grazie all’appoggio del “pentapartito” che si era coalizzato contro il PCI.

Sotto la guida del leader socialista in Italia:

  • si è ridotta l’inflazione dal 16% al 4%,
  • è terribilmente cresciuto il debito pubblico fino arrivare al 120% con una moltiplicazione di enti incredibile
  • sono nate le reti televisive private (Berlusconi e Craxi erano molto amici)
  • si è avuto qualche problema diplomatico con gli USA (e qui Craxi è stato davvero un grande)
  • si è raggiunto un tasso di corruzione mai vista prima
  • nacquero i ministeri dell’università e dei beni culturali

Il sistema politico di quell’epoca (forse ancora tuttora) era corrotto e nessun politico di allora ha mai negato finanziamenti illeciti ai partiti (l’unico partito a non essere toccato dall’ inchiesta del pool di Mialno fu l’ MSI) ma odio con tutto me stesso Craxi perchè non ha avuto il coraggio di farsi processare in Italia dato che nel 1994 è scappato in Tunisia senza mai tornare, anzi è addirittura morto là il 19 gennaio 2000. Come possiamo, o meglio, come possono definire Craxi un grande statista?

Il termine statista si può adottare per colui che rappresenta gli interessi di tutti gli italini, per colui che ha una morale, per colui che porta il buon esempio, per colui che ha fatto crescere l’ Italia. Cari lettori, secondo il mio parere il termine statista può essere usato solo per Alcide De Gasperi ed certo che Craxi non può essere paragonato al leader trentino.

Io penso che non si possano dedicare strade o piazze a una persona del genere: dedichiamo piuttosto una strada o una piazza a coloro che muoiono servendo lo Stato come ad esempio i magistrati, i poliziotti, i carabinieri, i vigili del fuoco o chiunque con ONESTA’ svolga il proprio lavoro al servizio degli altri.

Vi invito a guardare questo video: 30 aprile 1993 a Roma davanti al Hotel Raphael. Dal mio punto di vista è stato il momento più democratico dell’ Italia nel dopoguerra.

Facebook Toolbar

Cari lettori, il mio ultimo articolo che ho scritto sul blog è datato 11 dicembre 2009, quindi è passato molto tempo dall’ultima volta che ho aggiornato questa pagine perché gli impegni universitari sono davvero stressanti, infatti sto preparando gli ultimi due esami prima della mia laurea che dovrebbe avvenire entro maggio.

Di cosa voglio parlare oggi? Il primo articolo che vi scrivo nel 2010 riguarda una toolbar che permette agli utenti di Mozilla Firefox di usare Facebook anche se navigano su un altro sito. Non mi dire che usi ancora Safari o Windows Internet Explorer… Mozillia Firefox è davvero avanti anni luce per stabilità, sicurezza, facilità di utilizzo e personalizzazione, non mi credi? Leggi l’articolo e scaricatelo comodamente da qua.

Torniamo alla famosa “barra” di cui vi voglio parlare? Si chiama Facebook Toolbar, occupa pochissimo spazio nella pagina di navigazione ed è stata scaricata da quasi 2 milioni di utenti nella versione italiana, niente male no? La barra permette di:

  • controllare immediatamente Facebook pur navigando su un altro sito
  • consente di sapere se è arrivata la posta nella casella “inbox”, se hai avuto inviti ad eventi e richieste per iscrizione ai gruppi
  • consente di condividere immediatamente un contenuto senza dover cercare il pulsante “F”
  • compaiono in basso a destra dell’orologio tutti gli aggiornamenti dei tuoi amici virtuali
  • consente di inserire uno nuovo stato in pochi secondi

Io la uso da circa 6 mesi ed è davvero straordinaria. Te la consiglio vivamente, scaricala da qua, servono all’incirca 10 secondi, basta cliccare su “aggiungi a Firefox”.

Una della mie più grandi passioni è la politica che dal mio punto di vista determina lo sviluppo o la caduta di uno Stato perché la politica stabilisce le regole del gioco con cui vengono create nuove leggi.

Ma in Italia la politica com’è? I miei studi in comunicazione politica  e psicologia politica mi hanno fatto capire che il popolo italiano è molto attivo in politica, cioè partecipa in modo attivo alle votazioni anche da molti anni a questa parte c’è un netto calo della partecipazione elettorale.

Dal mio modesto punto di vista l’Italia è un paesino davvero ridicolo, una piccola democrazia. Com’è possibile avere in parlamento gente come Marcello Dell’Utri? Raffaele Fitto? Nicola Cosentino? E poi com’è possibile che gente come Bassolino guidi una regione come la Campania?

Marcello Dell’Utri è famoso: con Berlusconi fondò Forza Italia e ha sempre avuto stretti legami con l’imprenditore milanese. In questi giorni è diventato ancor più famoso per essere stato tirato in ballo da Giuseppe Spatuzza (pentito di Cosa Nostra) che lo accusa di reati molto gravi.

Raffaele Fitto chi è? Lui non è così famoso come il suo collega di partito siciliano, ma è alla ribalta di tutti i giornali per essere accusato di finanziamento illecito ai partiti. E’ stato il presidente della regione Puglia prima di Nichi Vendola e ora è un Ministro della Repubblica Italiana. Fantastico no?

Nicola Cosentino? Lui invece è l’ultimo arrivato nella grande lista dei “rappresentanti”! Nicola Cosentino è Sottosegretario del Ministero dell’Economia e controlla il CIPE (organo dello Stato che ha il compito di finanziare tutte le opere pubbliche). Cosentino è accusato dalla magistratura di conscorso esterno mafioso per avere tenuto dei rapporti con il clan dei casalesi. E’ un buon soggetto no? Perché non si fa processare? Perché è un parlamentare e quindi é ingiudicabile e protetto da leggi particolari.

Bassolino tra questi è il più famoso grazie allo scandalo dei rifiuti a Napoli. Anche lui è un politico da ammirare vero? Sì, anche lui rinviato a giudizio a seguito di un inchiesta della magistratura napoletana.

Io rispetto la Costituzione, la quale dice che un individio è innocente fino a prova contraria e dev’essere considerato innocente fino al terzo grado del processo, quindi anche per i soggetti sopra citati è obbligatorio considerarli innocenti. Quello che mi fa ribrezzo è che non si dimettono dalla carica pubblica che detengono, ma anzi hanno il coraggio di attaccare le istituzioni.

Mi sapreste dire come mai il Ministro della Difesa del Governo Merkel si è dimesso a seguito di un inchiesta riguardo la guerra che vede coinvolta la Germania? Anche lui è innocente, però si è dimesso e ha preferito difendersi nelle sedi oppurtune. Altro esempio? Il Primo Ministro israeliano che due anni fa a seguito di un avviso di garanzia si è dimesso dalla sua carica e si è difeso davanti a un normalissimo tribunale come se fosse un cittadino qualunque.

Perché i politici in Italia vogliono vivere una spanna sopra i comuni cittadini? A voi la risposta…

Lotta all’evasione

Immagine presa da CrimeBlog

Notizia dell’ultima ora: dal sito del Corriere della Sera ho letto che per l’anno 2009 il fisco ha ottenuto ottimi risultati contro l’evasione fiscale. Il Ministero del Tesoro, per l’anno in corso, aveva programmato di ricavare 7,2 miliardi di €, invece ha ottenuto risultati migliori arrivando alla cifra di 7,4 a Novembre. Mi piace ricordare che parte di questi soldi rubati ai LADRI verrà destinata nella finanziaria 2010.

La lotta all’evasione fiscale è una di quelle battaglie in cui userei “l’esercito”. Non tollero assolutamente chi evade le tasse, sia che evada 2 €, sia che ne evada 100.000 €, perché sempre ladri sono. Gli evasori rubano a tantissimi italiani onesti che a fine mese versano il 40% del proprio stipendio a favore dei servizi sociali come la sanità, l’istruzione, la sicurezza, ecc… Il classico borghesotto che evade il fisco è lo stesso che poi si lamenta se i treni fanno schifo, se la sanità in Italia è penosa, se le strade hanno le buche… fosse per me si lamenterebbero meno.

L’evasione fiscale in Italia è circa il 7,5% del PIL: 100 miliardi di Euro, la spesa sanitaria nazionale, 10 finanziare… insomma, mettetela come volete, ma è una cifra spaventosa, è il PIL che produce in un anno il Veneto o l’Emilia – Romagna. Non è grave?

Il problema più serio del nostro Stato non sono i controlli (l’operato della Guardia di Finanza è a dir poco straordinario), ma riguarda il metodo con cui vengono pagate le tasse. E’ chiaro che se un singolo cittadino deve addossarsi il costo dell’Iva per ogni singola operazione preferisce evaderla per risparmiare. Vi sarà capitato anche a voi di avere un piccolo artigiano in casa che vi dice: “100 € senza fattura o 120 € con la fattura?” Ovviamente il 90% decide di pagare meno, ma se lo Stato desse la possibilità di recuperare quei 20 € allora avrei tutti i vantaggi a fare fatturare ogni singola operazione.

Prendiamo le categorie degli artigiani (media di 12.000 €), gioiellieri (media di 8.000 €), dentisti (media di 16.000 €) o avvocati (media di 25-27.000 €)… credete davvero che prendano l’equivalente di un dipendente pubblico? Avete mai visto un dipendente pubblico girare con una Bmw X5? No, allora c’è qualcosa che tocca giusto? Cominciamo a far pagare le tasse a quei “furbotti” che rubano anche al vicino di casa.

L’Italia ha davanti a sè una sfida difficile: deve assolutamente recuperare il sommerso, se ci riesce può tranquillamente risolvere i problemi legati al debito pubblico. Il giochino è finito, è ora di incominciare a pensare seriamente.

Legge finanziaria 2010

L'immagine appartiene alla BCE. Tutti i diritti sono riservati.

Siamo a fine anno ormai, perché Gennaio è alle porte e in questo periodo c’è in ballo la legge finanziaria. Oggi il parlmento voterà per approvare il DPEF per l’anno 2010 che ha un valore di circa 9 miliardi di €, circa 18 triliardi di Lire: una manvora che occuperà circa l0 0.7 % del Pil italiano. I soldi sono stati presi dallo scudo fiscale, dal TFR e da tagli sulla spesa corrente.

  • Penso che tutti sappiate cosa sia lo scudo fiscale, però è meglio ribadirlo un’altra volta: lo Stato dà la possibilità di riportare i capitali che risiedono all’estero con una tassazione secca del 5%. La dichiarazione è valida fino al 31 dicembre e viene garantito l’anonimato per coloro che fanno la transazione, cioè non verrà fatta alcuna indagine riguardo la provenienza dei capitali. Lascio a voi i commenti su questa manovra perché io la definisco SCANDALOSA: un pugno in pieno stomaco per coloro che hanno sempre pagato le tasse e che negli anni a seguire subiranno pesantemente la crisi.
  • Altri 3,4 miliardi di € verrano presi dal TFR. Mi spiego meglio: il TFR è il trattamento di fine rapporto che spetta a ogni lavoratore dipendente quando si licenzia, viene licenziato o va in pensione. Questa fondo dopo una riforma può essere gestito dall’Azienda o dallo Stato tramite l’Istituto Nazionale Prevvidenza Sociale (INPS). Lo Stato ha preso “in prestito forzoso” questa cifra dall’Inps e ha garantito questi soldi tramite debito pubblico. Mi chiedo il perché di questa manovra? Ok, i soldi sono al sicuro perché a garantirli è lo Stato, ma si potevano tranquillamente fare dei BOT o emettere titoli statali no? Il mio ragionamento non fa una piega, ma Tremonti è più furbo: quei soldi non andranno a bilancio del debito pubblico e su quella cifra non sarà pagato alcun interesse (nei BOT invece c’è un interesse annuale).
  • Il restante di quei 9 miliardi di €, quindi 1,5 miliardi di € saranno risparmiati dalla spesa corrente: verranno tagliati enti, verranno trasferiti meno soldi ai comuni, alle regioni, alle province e a tutti gli enti parastatali. Semplice no?

Appena sarà approvato scaricherò dal sito del Ministero dell’Economia il DPEF e lo analizzerò per capire come saranno destinati quei fondi. Nel frattempo il mio parere è questo: qualche soldo in più poteva anche starci e si poteva investire un miliardo di € (circa lo 0,1% del PIL, cifra irrisoria) nella banda larga, dato che in questo modo sarebbe stato possibile ridurre il digital divide e creare nuovi posti di lavoro. Perché non si è fatto? Mistero italiano.

E per il mondo della ricerca e dell’università? Quello purtroppo è dimenticato da anni e anni, così occorre fare riforme a costo zero per risparmiare i soldi. Un esempio? Questo sistema che viene dai cugini francesi permette di riutilizzare computer vecchi (il testo è in francese, se lo vuoi in italiano clicca qua).

Internet nel 2009

Internet che lo vogliate o no è uno strumento indispensabile per tutti: imprese, cittadini, pubblica amministrazioni e servizi di sicurezza. Internet ha letteralmente rivoluzionato il modo di comunicare e ogni volta che clicchi sull’icona del browser non ti rendi conto di che strumento stai usando.

Un ritaglio del mio browser Firefox

In pochissimi secondi puoi comunicare con un interlocutore che sta dall’altra parte del mondo, puoi inviare anche 100 pagine di documenti importantissimi in qualche minuto, puoi inviare delle foto fatte 2 minuti prima, puoi informarti, puoi ascoltare una radio che trasmette a 22.000 km da te, ecc… Ma tutto questo a che prezzo? Dire che è a costo 0 è riduttivo, perché al giorno d’oggi se non sei sul web sei tagliato fuori.

Hai una piccola attività commerciale? Hai una piccola pensione? Sei obbligato a costruire un sito web sennò non puoi crescere col fatturato, vendi molto di più se sei sul web. Inoltre il web ha il vantaggio di dare informazioni importanti in poco tempo, così se ti serve l’indirizzo di questo o di quello basta collegarsi, andare su qualche sito dedicato e hai tutto ciò che ti serve.

Io uso internet dal 2000 e devo dire che c’è stato un netto cambiamento. Mi ricordo ancora il mio Pentium II con il quale ho incominciato a muovere i primi passi sul computer: era lento, macchinoso e poco potente… e come non ricordare le litigate con mamma e papà quando arrivava la bolletta del telefono? A quel tempo non c’era l’Adsl e internet costava molto.

Nnel 2003 arrivò la famosissima banda larga nel mio comune e se devo dire la verità non conoscevo niente su questa famigerata Adsl. Dissì ai miei che c’era la possibilità di pagare poco più di 15 € al mese per navigare senza limiti tutto il tempo che volevo così senza pensarci più di tanto mio padre chiamò la Telecom e fece un nuovo contratto.

Non scorderò mai quel lontano giorno di Febbraio quando di ritorno da scuola accesi il computer e mi collegai a internet. Non mi sembrava vero di navigare così veloce, di aprire una pagina in 2-3 secondi, di poter scaricare un mp3 in 5-6 minuti, era un sogno ad occhi aperti. Ecco, quella era una connessione a 640 kbps.

Internet si sta evolvendo, sta diventando fondamentale per tutto e per tutti, sta portando nuovi posti di lavoro (fino a 3-4 anni fa non si parlava di SEO o di Blogger). Ma pensiamo anche ai siti di vendita online, oppure a tutti i settori che devono fare l’informazione del personale.

Questa tecnologia nata negli Usa nel 1960 è talmente in evoluzione che non è possibile prevedere un possibile scenario: la telefonia Voip sembrava un miraggio, oggi è realtà che fa risparmiare moltissimi utenti in tutto il mondo. Televisione attraverso il cavo telefonico? Fantascienza? No no, è realtà già da qualche anno a questa parte, con una qualità video straordinaria e con la possibilità di guardaremoltissimi programmi on-demand.

Vi siete mai chiesti una cosa? Cosa succederebbe se domani mattina Internet non funzionasse? Avreste idea del disastro che sarebbe? Altro che crisi economica… sono 1 miliard0 di persone che per una giornata rimangono a braccia incrociate senza la possibilità di lavoro. Ecco, non voglio immaginare questo scenario e continuo senza problema nella mia navigazione perché internet fa parte della mia vita da 9 anni a questa parte.

Green Economy

Immagine presa dal sito della Sorgenia, voglio fargli un po' di pubblicità

L’ultimo articolo che ho scritto su questo blog risale al 16 novembre, sedici giorni fa. In questi giorni non ho scritto nessun post perché non ho trovato spunti, anzi quelli ci sarebbero anche stati (avrei potuto parlare della finanziaria o della privatizzazione dell’acqua), ma il tempo a mia disposizione era poco, così sono tornato oggi perché voglio parlarvi di una cosa importante: la green economy.

Lavorando in un ente che si pone l’obiettivo di preservare l’ambiente e promuovere iniziative ecosostenibili ho visto con i miei occhi un netto cambiamento rispetto a qualche anno fa. I governi nazionali con gli Usa in testa stanno investendo parecchi soldi nel settore ambientale e quindi nei prossimi anni uno dei pochi settori che si svilupperanno è proprio questo: il summit di Copenhagen che si sta tenendo in questi giorni è un progetto ambizioso da parte dei paesi industrializzati che da qui al 2050 puntano a una netta riduzione dei gas serra.

La diminuizione dei gas serra è un paletto fondamentale se vogliamo salvare il nostro pianeta e questo è un fatto risaputo in tutte le sedi governative (italiano escluso). Inquinare meno è possibile, bisogna però investire in tecnologie all’avanguardia che allo stato attuale sì ci sono, ma costano moltissimo. Se lo stato aiuta tramite finanziamenti questa lenta conversione si otterranno dei risultati straordinari.

Quando il Parco nazionale dell’Appennino tosco – emiliano (dove sto svolgendo il mio tirocinio) finanziò, con l’aiuto di altre sigle, l’installazione dei pannelli solari si ottennero dei buoni risultati perché anche  al singolo cittadino interessa inquinare meno e risparmiare soldi su luce o gas.

Energia solare, energia eolica ed energia prodotta da biomassa sono alcune delle tecnologie pulite per produrre energia senza inquinare. Perché in Italia non si fanno? Semplicemente perché il governo nazionale deve “sfamare” le proprie lobby (imprenditori edili, grandi gruppi industriali, ecc…).

Io sto vedendo con i miei occhi un netto cambiamento e penso che per molti ragazzi il futuro sia nel settore ambientale, è davvero uno dei pochi settori che può permettere di lavorare. Io non escludo la possibilità di finire in una redazione che produce comunicati stampa per un’azienda “green” come Sorgenia.

e questo paese è l’Italia. Si ne ho avuto conferma sabato sera dopo il ritiro della patente per un tasso alcolemico a 0.57 g/l quando il limite è di 0.5: giusto, io sono dalla parte del torto, ma chi sa se quell’agente applicherà la legge a tutti gli utenti della strada o se per qualcuno chiuderà un occhio facendo finta di niente.

L’Italia è uno stato che non aiuta i cittadini, non fa prevenzione, fa repressione su tantissime cose. Se parliamo del codice della strada non ha senso mettere una pattuglia a 100 metri da un locale, basterebbe fare dei pre test all’uscita del locale. Chi è quel cretino che essendo ubriaco prende la macchina? Nessuno. Se sai di essere ubiraco di sicuro non ti metti al volante no? E invece…

Sarebbe facile, ma purtroppo non si riempirebbero le casse del Ministero dell’Interno, vero? Eh no, senza i 7.000 € incassati (sabato sera a Reggio Emilia città hanno ritirato 7 patenti) il povero Maroni non riesce a coprire i costi per la “sicurezza”. Io per il codice della strada ero un “utente pericoloso”…

Ma perché anzichè fare queste cosette qua non vanno nelle vie pericolose a prendere i veri delinquenti? Come mai? Lì hanno paura ad entrare? Hanno paura di prendere un colpo in testa? Lì non possono incassare così tanti soldi? Ognuno nella vita decide più o meno il lavoro che vuole fare da grande e se uno decide di fare l’uomo che deve garantire la sicurezza dei cittadini deve prima prendere i delinquenti, poi controllare gli ubriachi al volante (ma i veri ubriachi, non chi come me per festeggiare 3 anni di studi ha bevuto 2 bicchieri di prosecco e uno di champagne).

Mi chiedo poi se quegli agenti viaggino sempre a norma di legge. A loro non scappa mai una cintura di sicurezza non allacciata? Sono sempre nei limiti? Mi piace credere che portino il buon esempio, ma sono convinto che qualche volta anche loro (ed è normale, siamo umani) si divertano o si scordino delle regole. Ecco in questo caso a loro cosa succede? Mostrano la patente di guida oppure dicono “SONO UN COLLEGA”? Ma sbaglio o la Costituzione dice che la legge è uguale per tutti?

Su questa cosa ti invito a pensare a Luigi Spaccarotella oppure a quei 4 “TUTORI DELLA LEGGE” che ucciserò a manganellate un ragazzo di 18 anni a Ferrara. Per questi ultimi il giudice ha dato 3 anni e 6 mesi di carcere: perché? Un omicidio colposo è punibile con soli 3 anni e 6 mesi di reclusione?

Concludo dicendo che in questo stato si è forti con i deboli e deboli con i forti. Ho grande rispetto per chi assicura la sicurezza, quindi ho un grande rispetto per tutte le forze di polizia perché so benissimo che hanno a che fare con delle persone poco raccomandabili. Riconosco senza nascondermi dietro a un dito di essere al 100% dalla parte del torto, ma daltronde come diceva Gesù… chi è senza peccato scagli la prima pietra.

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