
Immagine presa dal sito della Sorgenia, voglio fargli un po' di pubblicità
L’ultimo articolo che ho scritto su questo blog risale al 16 novembre, sedici giorni fa. In questi giorni non ho scritto nessun post perché non ho trovato spunti, anzi quelli ci sarebbero anche stati (avrei potuto parlare della finanziaria o della privatizzazione dell’acqua), ma il tempo a mia disposizione era poco, così sono tornato oggi perché voglio parlarvi di una cosa importante: la green economy.
Lavorando in un ente che si pone l’obiettivo di preservare l’ambiente e promuovere iniziative ecosostenibili ho visto con i miei occhi un netto cambiamento rispetto a qualche anno fa. I governi nazionali con gli Usa in testa stanno investendo parecchi soldi nel settore ambientale e quindi nei prossimi anni uno dei pochi settori che si svilupperanno è proprio questo: il summit di Copenhagen che si sta tenendo in questi giorni è un progetto ambizioso da parte dei paesi industrializzati che da qui al 2050 puntano a una netta riduzione dei gas serra.
La diminuizione dei gas serra è un paletto fondamentale se vogliamo salvare il nostro pianeta e questo è un fatto risaputo in tutte le sedi governative (italiano escluso). Inquinare meno è possibile, bisogna però investire in tecnologie all’avanguardia che allo stato attuale sì ci sono, ma costano moltissimo. Se lo stato aiuta tramite finanziamenti questa lenta conversione si otterranno dei risultati straordinari.
Quando il Parco nazionale dell’Appennino tosco – emiliano (dove sto svolgendo il mio tirocinio) finanziò, con l’aiuto di altre sigle, l’installazione dei pannelli solari si ottennero dei buoni risultati perché anche al singolo cittadino interessa inquinare meno e risparmiare soldi su luce o gas.
Energia solare, energia eolica ed energia prodotta da biomassa sono alcune delle tecnologie pulite per produrre energia senza inquinare. Perché in Italia non si fanno? Semplicemente perché il governo nazionale deve “sfamare” le proprie lobby (imprenditori edili, grandi gruppi industriali, ecc…).
Io sto vedendo con i miei occhi un netto cambiamento e penso che per molti ragazzi il futuro sia nel settore ambientale, è davvero uno dei pochi settori che può permettere di lavorare. Io non escludo la possibilità di finire in una redazione che produce comunicati stampa per un’azienda “green” come Sorgenia.






