L’importanza (futura) dei metadati

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Nella vita quotidiana di ognuno di noi capita più volte al giorno di sfilare lo smartphone dalle tasche per ricercare il titolo di una canzone, un indirizzo specifico di un cliente, di un negozio, ecc… o un ristorante dove mangiare con gli amici o con il proprio partner. Quanti di voi caricando una foto su Instagram inseriscono dei “tag” che vanno ad aggiungere informazioni alla foto stessa? Applicazioni come Google Maps, Tripadvisor e Shazam sono oggi nella nostra quotidianità  e tutte le volte che usiamo queste applicazioni andiamo a produrre e scambiare dati con un server.

I dati che i provider raccolgono vengono trattati e molto spesso rivenduti a società terze che elaborano i dati e li rivendono ad altre società che hanno così la possibilità di conoscere alla perfezione le usanze, i costumi e le abitudini dei possibili futuri clienti. Gli strumenti che quotidianamente usiamo (PC, tablet, smartphone, ecc…) producono una quantità enorme di dati che inconsciamente inviamo a società private che li raccolgono per capire a fondo le nostre preferenze e le nostre abitudini.

Ci troviamo di fronte a una rivoluzione senza precedenti nel mondo del marketing poiché una società può conoscere alla perfezione qual è lo stile di vita di una persona. Vi faccio un esempio pratico parlando di Google: se usi un account Gmail (o se hai un telefono Android) la società di Mountain View sa quali ricerche fai, quando le fai (orari), come le fai (PC o smartphone) e sa tantissime altre cose sulla tua vita. Tutte le volte che utilizzi un servizio di Google ti “spogli” senza consenso e racconti a BigG la tua vita, i tuoi orizzonti, ecc..

Per farti capire di cosa sto parlando ti invito a provare il servizio Maps di Google che attraverso la geolocalizzazione ti consente di sapere dove ti trovavi una determinata ora di un determinato giorno: https://goo.gl/8LZ65U

Le nuove tecnologie ci stanno migliorando la vita, ma ci stanno imprigionando dentro a delle grandi società chiamate Google, Facebook, Apple, ecc… che grazie alle nostra quotidianità possono ricevere, elaborare e rivendere informazioni molto importanti e talvolta delicate ad altre società di svariati settori.

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E anche il pc ha fatto la sua era

Il personal computer sta iniziando il suo lento declino, è ormai ufficiale. Il mercato non aspetta nessuno e premia soltanto chi investe in tecnologia e innovazione come ad esempio Apple. Certo, io non sono un amante della mela, ma devo riconoscere che quest’azienda è straordinaria in innovazione, è un azienda che crea mercati (iPod, iphone, ipad, ecc…) in cui le aziende concorrenti possono solo inseguire.

Il pc sta andando in pensione perché ormai è obsoleto, è passata la concezione di avere tutto all’interno della macchina che sta di fronte a noi. Non servono più super computer con tantissima ram, un ottimo processore e un disco fisso con capienze gigantesche, basta avere uno slot wifi/3G/4G perché ormai tutto è nella rete.

L’utente medio (circa il 70%) del mercato mondiale usa il pc solo per collegarsi al web, scrivere mail, scrivere documenti o giocare. Tutto questo da qualche anno è possibile farlo in rete senza aver bisogno di un super computer, basterà infatti disporre di un collegamento ad alta velocità.

Ipad ad esempio non ha un processore elevatissimo, non ha un disco rigido di buone dimensioni, eppure è un ottimo prodotto che consente di fare tantissime cose che facciamo con un pc tradizionale. La concorrenza Android (made in Google) implementa la navigazione web con il supporto Flash e questo gli consente ancora di competere ad ottimi livelli con la casa di Cupertino.

L’azienda proprietaria del più grande motore di ricerca mondiale sta lanciando un prototipo di “computer” che funziona solo se connesso alla rete. Certo, siamo agli albori, ma sono sicuro che qui c’è un futuro più che roseo. Riguardo questo sistema inventato da Google, ho letto sul Corriere questa recensione. Purtroppo una volta era possibile anche la recensione scritta, ora c’è solo il video.

Il futuro è in rete, il futuro è touch, il futuro è il software libero, il futuro è investire in innovazione. Sarà un caso che non c’è un azienda italiana in questo settore? Ma che coincidenza eh? Scherzi a parte, ottima mossa di Olivetti che si è lanciata a capo fitto nel mercato dei tablet con un prodotto straordinario a soli 399€. Guardalo qui.

La nuova navigazione web

Internet si sa negli ultimi anni è letteralmente cambiato sotto tutti i punti vista, sono arrivati nuovi modi di navigare, nuovi device, nuovi punti di collegamento e nuovi contenuti, ma sono cambiate soprattutto due cose: la prima è legata allo sviluppo di sistemi diversi dai classici computer come ad esempio i tablet (in Italia ancora poco diffusi) e gli smartphone, mentre la seconda è legata all’Internet Mobile.

Con questi nuovi dispositivi si è creato anche un mercato di operatori mobili come Vodafone, Tim, Wind, Tre, ecc… che offrono tariffe all inclusive per navigare su internet senza limiti di tempo. Queste nuove tipologie di connessione si sono affiancate alla classica Adsl su doppino telefonico o al Wifi pubblico e hanno ottenuto fin da subito un buon successo perché consentono di collegarsi alla rete ovunque ci si trovi con velocità simili o superiori alla linea di casa tradizionale, ovviamente a seconda della zona e della potenza del segnale. Questa tecnologia mobile è arrivata persino sugli aerei (con tariffe esorbitanti) e sui treni ad alta velocità, fantastico.

Questa nuova opportunità di connessione ha generato un nuovo tipo di contenuti sviluppati per il settore mobile come ad esempio gli ebook, i quotidiani elettronici su dispositivi mobili, applicazioni come Facebook Mobile, Shazam (non la conosci?) che hanno cambiato il modo di navigare da parte degli utenti. Le ultime statistiche infatti parlano chiaro e su “Affari e Finanza” di oggi è dimostrato che più di un utente su tre usa il telefono cellulare per collegarsi ad internet.

Il continuo avanzare dell’Internet Mobile come già detto ha cambiato i contenuti del web, ha generato un business per molti sviluppatori e il settore è destinato a crescere però mi lascia perplesso la scelta dei principali operatori mobili di cambiare in peggio l’offerta e cerco di spiegarmi meglio. Fino l’anno scorso tutti e quattro offrivano navigazione a 7.2 mbps con un limite di tempo a seconda del canone mensile (100 ore a 30 €), da marzo 2011 invece hanno cambiato l’offerta togliendo il limite di tempo, ma inserendo un limite legato alla quantità di dati scambiati. Fino a 5 GB non hai limite di banda, cioè puoi navigare alla massima velocità, però una volta raggiunta questa soglia il traffico viene limitato a 64 kbps. Per farti capire meglio potrei dirti che la velocità limitata è pari a quella di una linea telefonica tradizionale assolutamente inadeguata all’attuale navigazione.

La scelta degli operatori è fatta perché la rete mobile ormai è satura e non è più possibile supportare così tanti utenti, ma rischia di mettere in crisi un settore in fortissima crescita come quello del mobile. Ci sono tantissime persone e tantissime aziende che lavorano alla creazione di applicazioni, sarebbe un peccato far morire questo mondo proprio adesso.

Ebook, un settore in forte crescita

Quando a lezione di Nuovi Media e Editoria Multimediale il mio Prof. De Francesco (sito web) parlava degli ebook, io lo guardavo e credevo che fosse un po’ pazzo a pensare che degli apparecchi elettronici potessero sostituire giornali, libri e riviste. Lui, appassionato di nuove tecnologie si era già comprato Kindle (lettore ebook della casa americana Amazon leader nelle vendite di libri negli USA) e un giorno ci ha mostrato il suo funzionamento…

A distanza di qualche mese il mercato è stato invaso di terminali capaci di leggere giornali, libri e mensili, così mi sono dovuto ricredere sulla previsione di De Francesco e ho dovuto per forza di cose dargli ragione. Il settore è in fortissima crescita e crea tantissimi posti di lavoro poiché quasi tutte le case editrici stanno “stampando” in formato elettronico: Vanity Fair è, dal mio punto di vista, la miglior rivista digitale perché è molto curata a livello di immagini, impaginazione e contenuti.

Ma cos’è un ebook? Una spegiazione più che soddisfaciente la trovate su Wikipedia, ma è semplice capire cos’è perché  se analizziamo la parola in inglese si fa presto a capire che è un libro in formato elettronico. Vi chiederete perché molti utenti stanno passando a questa tecnologia e molti di voi diranno che è solo per moda come feci io all’inizio, poi ho ne ho provato uno e… si apre un mondo. Ha diversi vantaggi come ad esempio il fatto di poter ingrandire a piacere la scrittura, ha il vantaggio che con 3 clic ti puoi comprare un libro dalla libreria virtuale a un costo nettamente inferiore a quello dei libri cartacei. Ma di vantaggi ce ne sono davvero parecchi e non mi va di elencarli tutti perché questo post è un punto di riflessione su una possibile occupazione futura.

Il mercato ad oggi offre due tecnologie, la “elink” che per leggere libri è senz’ombra di dubbio la migliore perché non affatica mai gli occhi e poi offre la tecnologia a retroilluminazione (esempio Ipad di Apple) che è più adatta a un ebook ibrido fatto per leggere riviste e navigare sulla rete. Quest’ultima tecnologia penso che sia inutile per leggere un libro, anzi è proprio la peggiore perché dopo 10 minuti ti bruciano gli occhi poiché lo schermo è davvero molto luminoso.

I prezzi sul mercato? Se si prende un semplice lettore come Kindle non si spende molto, circa 200 €, se invece si sceglie un prodotto a 360° come Ipad bisogna sborsare più di 700 €, ma si è certi che le prestazioni e il divertimento non mancano. Approposito dell’Ipad che in Italia non è ancora molto diffuso, è uno dei pochi prodotti Apple che apprezzo per la tecnologia e l’innovazione che ha portato sul mercato, ma mi permetto di muovere due critiche che penso siano comuni a molti italiani: la prima è quella legata al prezzo che è davvero troppo elevato, la seconda è quella legata alla mancanza di un modulo per effetturare chiamate.

Se come me sei appassionato di nuove tecnologie, nuovi siti internet e nuove forme di comunicazione segui “IoReporter” sul canale 500 di Sky, c’è un ottimo conduttore che invita sempre persone interessanti da ascoltare e mostra ai telespettatori tutte le nuove tecnologie che usciranno sul mercato.

Gli smartphone rivoluzionano il mercato della telefonia mobile

Cosa sono gli smartphone? In inglese questo termine significa “telefono intelligente”, anche se il mercato identifica questa terminali secondo caratteristiche precise e insindacabili, quindi devono essere in grado di fare un po’ di tutto: collegarsi al web con una connessione veloce (7,2 Mbps), avere un lettore mp3, un navigatore satellitare con A-GPS, Wi-fi e ovviamente una macchina fotografica ad alta definizione.

Gli ultimi terminali prodotti dalle maggiori case (Nokia, Samsung, Apple, Lg, Sony Ericsson, Motorola, Rim e Htc) sono davvero evoluti, con ampi schermi che possono arrivare ad avere 4 pollici, touch screen capacitivo o resistivo e una videocamera capace di catturare video in alta definizione. Su quest’ultimo capitolo vorrei ricordarvi che Sony Ericsson, Nokia e Samsung hanno già lanciato o lo stanno facendo (soprattutto Nokia) cellulari capaci di scattare fotografie a 12 MP, un dato che fino a qualche anno fa sembrava impressionante, oggi sembra essere l’unica mossa per attrarre clientela.

Htc, casa taiwanese ha incominciato a produrre il Google Phone o meglio Nexus One, un terminale di fascia alta che si può acquistare solo su internet (ancora per poco poiché Google Inc. ha deciso di lanciare questo prodotto anche nei negozi tradizionali) e sta continuando a sviluppare prodotti che entrino sul mercato per quei clienti di fascia alta come la clientela buisness.

Il mio post però è incentrato su ben altro perché mi sembra di vedere che il core buisness della telefonia mobile si sia spostato e sta continuando a farlo sui servizi che offrono questi cellulari: se hai un sistema operativo devi sfruttarlo a pieno e quindi ti servono delle applicazioni a pagamento (il caso della Apple è ecclatante poiché l’azienda di Cupertino grazie all’Iphone ha fatto moltissimi utili nel periodo 2007-2009) oppure devi obbligatoriamente rimanere connesso alla rete per controllare la tua posta elettronica o aggiornare il tuo stato su questo o quel social network (Rim, produttrice di Blackberry è un altro bell’esempio di questo modello di buisness).

Ed ecco che il mercato è rivoluzionato: ci sono sempre meno promozioni per chiamare o mandare i messaggi e sempre più offerte concorrenziali tra i quattro operatori nazionali (in realtà sono molti di più, ma quelli virtuali come Poste Italiane o Coop non hanno ancora offerte) che si fronteggiano una battaglia nuova in un settore che nei prossimi anni sarà sicuramente in crescita. Vodafone propone soluzioni per navigare a 29 cent per ogni accesso attraverso connessione Wap, mentre Tim offre un altro servizio per gli utenti denominato Web 2.0, poi c’è 3 che a livello di promozione e marketing è sempre un passo avanti agli altri mentre Wind… è in evoluzione.

Per farvi un esempio di questo netto cambiamento voglio citarvi Fring, non lo conosci? Prova a farti una ricerca sul web e capirai come il buisness si è spostato dall’hardware al software. Potrei citarne altri, ma preferisco che ti fai una ricerca perché penso che ti stupirai nel vedere quante cose è possibile fare con uno smartphone.

Il bello è appena cominciato e quando alcuni pensavano che col Nokia 7610 (chi se lo ricorda?) fossimo arrivati al capolinea, si sbagliavano di grosso poiché molti clienti buisness nel 2010 usano il proprio smartphone come base per rispondere alle mail o per seguire gli appuntamenti dell’agenda.

Windows 7

Siamo arrivati al 22 ottobre, finalmente la casa di Redmond ha lanciato il nuovo sistema operativo: Windows 7.

La società fondata di Bill Gates stava, o meglio sta perdendo quote di mercato ai danni della rivale Apple che grazie a Leopard e all’utilizzo dei processori Intel è riuscita piano piano a risalire il baratro. Su Apple ho già parlato in precedenza, non mi va di tornare sull’argomento.

Windows 7 è l’ultimo sistema operativo prodotto da Microsoft che andrà sicuramente a sostituire Windows Vista. Quest’ultimo prodotto ha segnato un brutto colpo per la casa americana perchè gli utenti ne hanno segnato una definitiva bocciatura. Vista non reggeva il confronto con XP in termini di velocità, consumo di risorse, stabilità e facilità di utilizzo.

Con Windows 7 che ho provato in versione beta poco più di 5 mesi fa ho notato alcuni miglioramenti a livello di interfaccia grafica e di interazione con l’utente, di seguito ti elenco le principali novità:

  • nuova barra di avvio
  • nuove opzioni di ricerca con Windows Search
  • nuova funzione jump start che consente in poco tempo di accedere a tutte le applicazioni più usate
  • nuova gestione delle finestre
  • nuova interfaccia nella sezione Home
  • qualche cambiamento di icona
  • Windows Media Player 12 e nuovo Windows Movie Maker

Nella versione Beta ho visto che c’è stato qualche miglioramento in termini di prestazioni e consumo di risorse, sono convinto che con la versione definitiva ci sia stato un netto miglioramento rispetto a Vista.

Nei prossimi giorni o nelle prossime settimane farò qualche test per provare con le mie mani il nuovo S. O. di Microsoft, nel frattempo mi limito a ricercare recensioni e prove di Windows Seven.

Prima di salutarti mi sembra giusto informarti di una cosa: se hai acqusitato un computer con Windows Vista dal 26 giugno 2009 puoi passare a Windows 7 senza comprare una nuova licenza e in modo gratuito. Hanno aderito a questa iniziativa quasi tutti i produttori: a memoria HP, ACER e ASUS, ma per sicurezza controlla qua.

Ubuntu

Ubuntu

Non sono pazzo e non straparlo, ma oggi vi voglio parlare di Ubuntu, un sistema operativo per computer che è basato su Linux, una piattaforma libera che funziona con qualsiasi architettura.

Ubuntu è qualcosa di straordinariamente bello perchè

  1. è gratis (non sarà mai a pagamento);
  2. è modificabile a proprio piacimento (cioè è possibile riscrivere il codice sorgente);
  3. perchè funziona anche su computer vecchi di 10 anni;
  4. sempre aggiornato perchè ha dietro un team di volontari che ogni 6 mesi aggiorna tutto;
  5. velocissimo, con 256 mega di ram funziona alla perfezione;
  6. intuitivo, è davvero tutto molto intuitivo in questo ambiente;
  7. stabile perchè non si inchioda mai;

Queste sette caratteristiche lo rendono un sistema operativo davvero molto avanzato. Ubuntu si sta espandendo a macchia d’olio perchè in paesi poveri avere un sistema operativo gratis è una bella risorsa.

Ubuntu è facilissimo da installare, ci vogliono 25 minuti ed è già operativo, pronto a sfrecciare in internet con Mozilla Firefox, pronto a visualizzare video con VLC, pronto a farti chattare con Pidgin o Amsn, pronto a scaricare con Amule o Torrent e poi ha già installato Open Office.

Insomma a costo 0 hai un sistema molto evoluto con programmi (Mozilla Firefox ad esempio) che sono usati anche da utenti Windows e Mac. Ubuntu ha già Gimp, non sai cos’è? Controlla da solo, scoprirai che è un programma straordinario per fare fotoritocco.

All’inizio ero scettico, poi Gabriele mi ha spinto all’utilizzo e dopo qualche ora mi sono innamorato. Sono sincero, tornare in Windows è stato un po’ tramumatico perchè è un ambiente completamente diverso, più lento, più macchinoso e con un interfaccia grafica che lascia a desiderare.

Ho deciso di tenere installato Ubuntu nella versione 8.10 perchè sono convintissimo che in futuro questo sistema potrà dire la sua, sia tra gli utenti normali, sia nella pubblica amministrazione ( perchè non si fa?).

Google usa già Ubuntu e ha 450.000 computer che possono svolgere ricerche in modo veloce e totalmente gratuito, pensa se avesse dovuto comprare tutti quei pc con una licenza Microsoft…

Ti do un consiglio, provalo, è straordinario. Lo puoi scaricare da qua, oppure puoi fartelo mandare per posta.