Essere disinformati

Se hai già letto il mio blog avrai capito che storia, politica, tecnologia ed economia sono le mie passioni e in questo momento difficile per la finanza mondiale penso che si faccia tanta disinformazione e si metta tanta paura ai risparmiatori.

La finanza dal mio punto di vista è fantasia e non è economia perché la prima si basa sulle quotazioni di non si sa cosa, la seconda si basa sulla produzione, sulla vendita, sul potere d’acquisto ed è determinante per la sopravvivenza di un popolo. Sento tutte le sere i telegiornali (guardo solo La7 o Sky Tg24) dire che è stata una giornata nera per le borse mondiali che hanno bruciato 150-200 miliardi di Euro. Ma come li hanno bruciati quei soldi lì? Sono mai esistiti? No, quei soldi lì sono campati per aria, rappresentano un valore che è dato da chi vende e chi compra.

In questo ultimo periodo le borse stanno precipitando grazie a delle persone senza scrupoli che spostano da un titolo all’altro ingenti somme di denaro. Per farti capire quello che sta succedendo posso farti l’esempio di una banca d’affari che ha X miliardi investiti su un titolo quotato a 100, se vende tutto il suo portafoglio questo titolo sprofonda e magari va a 70. La stessa banca d’affari dopo che il titolo è precipitato del 30% ricompra lo stesso titolo e questo torna a 100 così riesce a guadagnare il 30% senza rischi. Questa è la finanza attuale, globalizzata e non regolamentata, è come un gioco al massacro dove lobby e grandi investitori fanno quello che vogliono.

Un’altra cosa che mi fa infuriare sono le agenzie di rating come S&P che ha declassato gli USA da AAA a AA. Cosa vuol dire questa cosa? La tripla A è l’affidabilità che uno Stato sovrano ha verso i propri creditori, cioè la capacità dello Stato di ripagare il debito. Su quali criteri viene assegnato questo valore? Le agenzie di rating (S&P compresa) sono quelle che avevano assegnato una tripla A a Lehman Brothers che tutti penso conoscano. Il mio giudizio critico verso tali agenzie è mosso dal fatto che non danno giudizi obiettivi ma danno giudizi di parte a seconda di come si deve muovere la speculazione e a proposito degli USA la penso come il Presidente Obama perché gli Stati Uniti sono affidabili.

Ultima cosa, stamattina con mio padre guardavo Class CNBC su Sky, è un canale finanziario che riporta i dati di borsa, quotazioni, titoli di stato, ecc… e mi ha colpito il valore dell’oro che oggi è quotato 1760 dollari l’oncia. L’oro è il bene di rifugio per gli investitori perché nel lungo periodo ha una rendita altissima e difficilmente perde il valore. Bene, tutto questo sai cosa vuol dire? Un’oncia equivale a 28.49 grammi e quindi l’oro costa circa 43,5 Euro al grammo. Questo dato mi ha fatto riflettere così mi sono messo alla ricerca delle quotazioni storiche e ho trovato questa tabella che deve far riflettere:

Il valore dell’oro a partire dal 2001

 Se sai leggere la tabella capirai da solo che nel 2001 l’oro costava circa 300 dollari, ora ne costa quasi 1800. Se compravi oro nel 2001 oggi avevi moltiplicato il suo valore per 6 volte. Questo dato è semplicemente spaventoso.

Concludo dicendo questa cosa: a me non spaventa la finanza mondiale perché la considero pura fantasia e ti invito a non farti prendere dal panico ed informarti liberamente su internet. Non ascoltare quello che dicono i giornali o le televisioni, ragiona con la tua testa, informati!!!

Siamo un paese civile?

La Costituzione italiana che amo e che difendo in ogni suo punto è la carta su cui si fonda questo Stato e difende i diritti dei cittadini italiani e non. La Costituzione italiana è una delle più recenti ed è straordinariamente giusta in ogni suo punto perché coloro che l’hanno scritta hanno sofferto 23 anni di fascismo e si sono seduti attorno ad un tavolo per scrivere questo documento che ogni italiano dovrebbe conoscere.

Ho scelto di aprire questo post usando la Costituzione come introduzione perché oggi la Camera dei Deputati ha bocciato la proposta di legge contro l’omofobia proposta da una parlamentare del PD. La bozza prevedeva una pena ulteriore contro chiunque commettesse reati verso i gay, le lesbiche o reati che discriminassero il sesso. Non sono un elettore del PD, anzi posso dire con tutta tranquillità che per me il Partito Democratico è passato. La proposta però mi era piaciuta perché in giro c’è tanta gente che odia gli omosessuali senza un motivo preciso e i casi romani dimostrano che ci sono in giro squilibrati che colpiscono a caso.

Io penso che questo Paese debba cambiare tanto, questo Paese deve cambiare mentalità ed aprirsi al mondo, non può rimanere rinchiuso tra il mare e le Alpi, ma deve assolutamente guardare a quello che accade all’estero. Ultimamente lo stato di New York (USA) ha varato la legge che permette alle coppie omosessuali di sposarsi, noi invece siamo l’unico Paese in Europa che non permette questa cosa, perché? Semplice, chiedetelo al Vaticano. Spulciando tra le carte e guardano Euronews (canale francese indipendente che parla delle politiche europee) ho visto che l’Italia è l’unico Paese che non rispetta la direttiva comunitaria sulle coppie di fatto, se non ci credi controlla pure qua.

Prima che i moralisti vengano a criticarmi, voglio solo spiegargli che le coppie di fatto sono anche eterosessuali e che non mi sembra giusto che certi diritti civili vengano concessi solo a chi è sposato. Vuoi un esempio? La reversibilità della pensione spetta solo alle coppie sposate, non sarebbe giusto applicarlo anche alle coppie di fatto? Se uno dei due muore l’altro ha il diritto di recepire il 60% della pensione, perché non si fa questa cosa?

Il Vaticano parla di libertà, ma i primi a negarla sono loro quando criticano il preservativo, l’aborto, l’eutanasia, il divorzio, la ricerca sulle cellule staminali e sui matrimoni omosessuali. Per me la parola libertà rappresenta un concetto chiaro e che forse non è condiviso da tutti: la libertà è quella particolare condizione che mi permette di fare qualunque cosa che non rechi fastidio al prossimo. Che fastidio da se una donna decide di abortire? Che fastidio da se una persona in coma decide di morire? Che fastidio da se due persone dello stesso sesso vogliono amarsi?

Combatterò affinché le cose che ho scritto nella riga superiore cambino e combatterò perché credo che cambiando quelle cose vivremo in un Paese più libero e più civile.

Siamo alla frutta o abbiamo già digerito?

E’ quello che mi chiedo pensando alla situazione italiana, stiamo andando verso il declino o il declino è già cominciato da tempo? In questo periodo il mercato finanziario parla chiaro, gli speculatori puntano dritto verso Roma e oggi la borsa ha segnato un bel -3.96% con i titoli di Stato italiani che hanno 300 punti di differenza rispetto ai solidissimi bund tedeschi.

La situazione attuale è frutto della politica italiana incapace di decidere una strada su cui camminare perché questo Paese a partire dagli anni 80 ha aumentato notevolmente la spesa pubblica portando il debito pubblico al 130% del PIL. Il governo Prodi nel 2006-2008 aveva fatto benissimo riguardo ai conti pubblici, poi la crisi ha spazzato via tutto e siamo tornati al 120% del Pil con una crescita ridicola di poco superiore all’1% annuo.

Tremonti, il nostro Ministro dell’Economia è senz’ombra di dubbio un buon economista che sa quant’è pericoloso giocare con il debito pubblico per cui ha varato una manovra da 40 miliardi di Euro che “dovrebbe” rassicurare i mercati. Quel verbo tra virgolette è un condizionale perché non c’è un Euro in sviluppo e se non cresci non puoi assolutamente ridurre il debito a meno che non aumenti le tasse, ma come si sa l’effetto non è proprio piacevole perché calano i consumi.

A questa classe politica, ai nostri “amici” parlamentari e soprattutto a questo governo mi piacerebbe chiedere alcune cose:

  1. ma com’è possibile continuare a fare condoni e scudi fiscali? Siamo l’unica nazione che ha applicato un 5% di tassazione sui capitali riportati dall’estero, perché così poco? Abbiamo incassato quasi 5 miliardi di Euro, se la tassazione fosse stata del 20-30% avremo a disposizione altri 25 miliardi da spendere;
  2. la vendita di Alitalia agli amici che agli italiani è costata 4 miliardi di Euro è stata una bella mossa?
  3. le liberalizzazioni che aiuterebbero la crescita economica a che punto sono?
  4. una bella riforma del fisco che aiuti le famiglie e i giovani (ricordo che la disoccupazione femminile è al 29,6%) con defiscalizzazioni su imposte dirette?
In questo scenario cos’ha fatto il governo? La mossa più stupida che anche mia nipote capirebbe: aumentare le accise di 6 centesimi sulla benzina e sul gasolio. Cosa produce quest’aumento? In primis un maggior gettito per lo Stato, ma dall’altra parte è devastante perché l’inflazione schizzerà alle stelle facendo aumentare tutti i prodotti destinati al consumo in un Paese in cui 3,5 milioni di persone (gli statali) hanno l’adeguamento bloccato fino al 2013. In parole povere, se aumentato i carburanti aumentano anche i prezzi dei prodotti e di conseguenza cala il potere d’acquisto per i consumatori… semplice no?
Oggi mentre ero al bar a fare colazione mi sono fermato a parlare con un camionista genovese che veniva dal porto e tra una chiacchiera e l’altra ho fatto due conti in tasca a questo macinatore di Km. Se l’anno scorso il gasolio costava 1,13-1,15 € al litro quest’anno ne costa 1,40-1,44 (ricordate che poi scaricano l’IVA) e considerando che un camion fa 2-3 km/l, un viaggio di 300 km costa 35-40 € in più rispetto all’anno scorso. Secondo voi il camionista ci rimette o aumenterà il costo del trasporto? E se com’è semplice capire aumenta il costo del trasporto, chi è quel fesso che ci rimette? Io e te caro lettore.
Tornando sul concreto, questa crisi tutta europea che sta colpendo i paesi mediterranei è un chiaro segnale che la politica di Bruxelles è un fallimento totale. Com’è possibile continuare a immettere nell’Unione paesi come la Bulgaria, la Romania, i paesi baltici? Manca una politica economica comune e manca un sistema comune di ricerca, innovazione, sviluppo capace di competere con gli altri grandi paesi (Canada, Usa, Cina, India, Brasile e Russia).

C’era una volta l’Italia

Sembra il titolo di una favola e forse lo è davvero, solo che al contrario non finisce bene, anzi…

Oggi sfogliando i giornali mentre facevo colazione al bar mi sono soffermato su un articolo de “La Stampa”, il quale diceva che un giovane su due avrà una pensione inferiore ai 1.000 €. La notizia è riportata un po’ ovunque tranne che su Repubblica, come mai il giornale di sinistra non l’ha pubblicata?

Già, la sinistra, soprattutto quella socialista in questo Stato ha prodotto catastrofi che oggi paghiamo e che noi giovani pagheremo in modo netto tra qualche anno perché se una volta ai dipendenti pubblici e ai para statali era concessa la pensione dopo 16 anni 6 mesi e 1 giorno, oggi per noi giovani la pensione è da riferirsi alla tipologia di trattamento degli hotel.

Una volta, non molto tempo fa c’era un’Italia che stava bene, un’Italia nella quale anche l’operaio poteva vivere in modo dignitoso, poteva sposarsi e fare figli. Quel mondo è lontano, troppo lontano e ora è davvero tutto molto più difficile perché gli stipendi sono uguali a quelli precedenti l’Euro e la vita è raddoppiata, basti pensare che per mangiare una pizza ci voglio 12-13 €, due ore di lavoro di una persona normale.

Una volta c’era un Paese che era competitivo, esportava (con i soliti trucchi all’italiana), oggi quel Paese non c’è più schiacciato dalla globalizzazione e dalla scarsa innovazione. Qualche esempio? Fiat che consideriamo un grande gruppo industriale è il 9° costruttore automobilistico a livello mondiale e poi ancora Eni, un altro colosso è solamente 8° nella sua categoria dietro a pilastri come Exxon Mobil, Royal Dutch Shell, BP e Total.

Quale futuro per un Paese che non punta sui giovani, ma che anzi li rilega a lavori da 600 € al mese con contratti di 3 mesi in 3 mesi? Quale futuro per un Paese che taglia sulla ricerca e l’istruzione licenziando professori o tagliando i finanziamenti per l’università pubblica? Com’è possibile pensare a un futuro in questo Paese? Quale futuro per un Paese che ha delle risorse architettoniche e artistiche straordinarie con infrastrutture ridicole? Quale futuro per un Paese in cui l’evasione fiscale e il lavoro nero sono la norma per ogni settore produttivo? Basta, io ho smesso di crederci, tante belle promesse da questo o quel governo, ma la situazione non è mai cambiata, anzi forse è cambiata… in peggio. Combattete voi che a me scappa da ridere, meglio emigrare come dice Caparezza in questa canzone:

A volte mi capita di…

fermarmi e pensare per delle ore a quello che avrò davanti quando non sarò più un 20enne spensierato.

Io penso sempre al futuro e mi chiedo se anche i miei coetanei lo fanno perché attorno a me vedo tanta ignoranza sul discorso politica e tanto menefreghismo per ciò che sta accadendo in questo Paese. Se confronto la mia generazione a quella dei settantenni mi rendo conto che siamo imbarazzanti per tanti motivi.

Il primo in assoluto è quello legato alla fame di riuscire che abbiamo perso semplicemente perché abbiamo sempre avuto tutto pronto con genitori che non c’hanno assolutamente insegnato cosa vuol dire sudare per ottenere dei risultati, in secondo luogo perché diamo tutto per scontato e ciò che oggi è un diritto dovrà esserlo per sempre. I nostri genitori o in alcuni casi nonni invece hanno lottato per aumentare gli stipendi, per avere le 40 ore settimanali, per avere le pensioni.

Mi chiedo perché alla mia generazione queste cose non interessano, anzi mi chiedo perché la maggior parte dei ragazzi pensa al sabato sera, alla macchina, allo smartphone o alle vacanze. Forse è arrivata l’ora di rimboccarsi le maniche e pedalare tutti insieme per far ripartire questo Paese che tanto ha bisogno dei giovani capaci di apportare innovazione ed entusiasmo.

Io a queste cose ci penso quotidianamente, sarò forse strano io perché a 23 anni bisognerebbe solamente divertirsi eppure ingoio nervoso a pensare all’evasione fiscale, alle ingiustizie sociali, ai soldi che questa classe dirigente preleva da chi si fa il culo per sputtanarli con i loro giochini fatti di lobby.

Rialziamoci, rimbocchiamoci le maniche e pedaliamo tutti insieme perché stiamo precipitando verso il basso senza neanche accorgersene.

Quanta perplessità

Giulio Tremonti, l'attuale Ministro dell'Economia

Non sono di certo un laureato in economia, eppure leggo tanti siti web economici e qualche volta “Il Sole 24 ore” che reputo un gran bel giornale nonostante sia troppo vicino a Confindustria che è l’editore.

In questi giorni oltre ai ministeri al nord si parla di fisco, di finanza e di conti pubblici con Tremonti molto impegnato a capire dove trovare i fondi per fare questa famosa manovra da 40 miliardi sul bilancio 2011-2013 per portare questo Paese al pareggio di bilancio come richiesto dalla UE.

Io ho stima di Tremonti che di economia penso ne capisca parecchio nonostante a volte faccia delle porcate come i condoni e gli scudi fiscali e nonostante non abbia una laurea in economia penso di poter dire la mia sulla riforma fiscale e l’aggiustamento dei conti pubblici. Dal mio punto di vista si devono assolutamente diminuire le tasse sull’Irpref e sull’Irpeg per rimettere qualche soldo nelle tasche degli italiani, non si deve assolutamente toccare il capitolo IVA, ma penso che si possa attingere da una tassazione seria sulle rendite finanziarie.

Non ho i dati degli altri paesi, ma penso che in nessun altro stato vengano tassate le rendite al 12.5% mentre l’Irpef è tassata a una media del 40%. Com’è possibile questa cosa? Permettiamo che chi ha i soldi da investire abbia uno sconto fiscale? Qua non serve una laurea per capire che si possono trovare risorse per la manovra, magari raddoppiando la tassazione e portandola al 25% che considero una tassa equa.

E poi Tremonti, e poi Italia, e poi italiani…l’evasione fiscale! Basta, non è possibile che in questo paese venga evasa una cifra vicina a 110 miliardi di €, uguali al 8% del PIL. Se lo Stato recupera questa cifra in modo serio l’economia avrebbe un botto spaventoso e lo Stato potrebbe rinvestire questa cifra in università, ricerca, scuola, lavoro, sanità, ecc…

Per togliere l’evasione fiscale però è necessario che vengano fatte leggi serie e molto rigide sulla corruzione che nel nostro Paese è davvero vergognosa, è una piaga da debellare con pene esemplari. Altra cosa che in pochi sanno e che dico a tutti quelli che conosco: uno Stato serio modificherebbe subito la legge che permette a un qualunque cittadino di fare una segnalazione anonima di evasione fiscale, invece la legge attuale prevede l’identificazione per aprire una pratica di evasione fiscale.

Questo governo parla di “Stato di polizia tributaria”, io invece ripartirei da qua, dall’incentivare i cittadini a denunciare chi evade le tasse con semplici segnalazioni alla Guardia di Finanza. Non ti fanno lo scontrino? Chiami il 117 e denunci in modo anonimo così sei sereno e sei spinto a farlo. A me è capitato di chiamare la Finanza in un bar, ho dovuto lasciare i documenti per essere identificato come se il criminale fossi io e non colui che non paga le tasse.

Prepariamoci a rimboccarci le maniche perché ci sarà da sudare nei prossimi mesi e soprattutto nei prossimi anni.

Non perdiamo di vista la Costituzione

Tutte le volte che parla il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo fa parlando a tutti gli italiani indipendentemente dal colore politico, dal sesso, dalla religione e da qualunque pregiudizio. Napolitano, che nel corso del tempo ho rivalutato collocandolo vicino a un grande ex Presidente come Carlo Azeglio Ciampi, parla seguendo i valori della nostra Costituzione.

La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato e mi sento rappresentato benissimo da questa carta che racchiude dentro se valori di destra come la libertà d’impresa e valori di sinistra come quello dell’essere tutti uguali. La Costituzione ricordiamocelo difende il cittadino nei confronti dello Stato, è una carta che garantisce dei diritti ma allo stesso tempo definisce dei doveri come quello del lavoro che ogni cittadino deve svolgere per far crescere la società. Scuola pubblica gratis, merito ai migliori, incentivi alle famiglie in difficoltà sono sono alcune cose che mi fanno emozionare. La Costituzione entrata in vigore nel 1948 è nata dal sangue di una guerra civile tra chi combatteva contro gli invasori e chi invece aiutava gli invasori.

La nostra Costituzione è da riformare in alcune parti (referendum propositivi, referendum su maggioranza dei votanti e non più sul 50 % + 1) ma è così straordinariamente bilanciata, garantista e giusta che non puoi non amarla. La Costituzione è un valore, la Costituzione va difesa a spada tratta perché garantisce la democrazia e quando si sente parlar di riforma costituzionale mi viene la pelle d’oca.

Oggi è il giorno della vittoria del SI al referendum abrogativo sul nucleare, legittimo impedimento (ricordo che la Costituzione cita espressamente che la LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI) e acqua privata, così voglio ricordare a tutti i miei lettori l’articolo 1 della Costituzione che non devo nemmeno ricopiare da Wikipedia, lo ricordo a memoria come se fosse il mio numero di telefono, l’indirizzo di casa:

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

Alcuni governi, molti parlamentari si dimenticano la seconda parte dell’articolo perché la sovranità non appartiene al Parlamento o al Governo, la sovranità appartiene al popolo che elegge i propri rappresentanti, ma è bene ribadire che è il popolo che governa questo Paese.