Forse ai piani alti si sono persi qualcosa

 

La frase del titolo è dedicata ai 945 parlamentari, ai ministri e ai tecnici che collaborano con questo governo perché la manovra appena approvata è davvero disastrosa.

Voglio ricordare innanzi tutto ricordare che la manovra approvata è superiore ai 50 miliardi di Euro, è la manovra più grande della storia repubblicana ed è stata approvata in due tranche. Se la prima ha avuto come protagonista la cancellazione di ogni detrazione fiscale (a partire dal 2013 le famiglie non recupereranno spese mediche e universitarie), la seconda ha avuto come principale protagonista l’aumento dell’Iva dal 20 al 21%.

Sai benissimo cos’è l’Iva no? E’ la tassa che il consumatore finale paga sul bene o sul servizio che acquista ed è suddivisa in tre fasce: l’Iva al 4% è applicata ai beni di prima necessità come ad esempio i generi alimentari, l’Iva al 10% è applicata ad esempio sulla prima casa e l’Iva al 21% si applica sui 2/3 dei beni disponibili in commercio. Questo aumento fortemente voluto dagli industriali ha prodotto e sicuramente produrrà danni ai consumi dato che produrrà inflazione.

Quello che il governo non ha capito è questo: se decidi di applicare una super tassazione sui carburanti (ricordo che negli ultimi 3 mesi si è aggiunta una tassazione di 7 cent a litro su benzina e gasolio) riesci a mettere in cassa tanti soldi, ma produci effetti disastrosi sull’economia perché aumenta l’inflazione, aumentano i costi di trasporto merci e aumentano i costi dei trasporti pubblici. Non posso considerarmi un economista, però cerco di informarmi e di ragionare con la mia testa, quindi se dovessi fare cassa preferirei fare una seria lotta all’evasione piuttosto che aumentare le accise e l’Iva.

Sono talmente tanto infuriato che non voglio star qua a spiegare la legge finanziaria, preferisco che sia tu a costruirti un opinione sul governo in carica, su questo Stato e su questo mondo. Al lavoro mi confrontavo ogni giorno con un collega molto esperto di finanza e di economia che mi ha consigliato qualche sito web libero e davvero imparziale che riporta ogni giorno notizie economiche e notizie generali sulle finanze statali o la finanza mondiale.

I due siti che da qualche settimana leggo quotidianamente sono: Borsari.it e Youvideolive, per il primo servono molte conoscenze tecniche, per il secondo no perché è chiaro e molto interessante.

Tra questi giornalisti mi ha colpito Maurizio Mazziero, un giornalista molto preparato che spiega tantissime cose con un linguaggio a prova di idiota. Posso definirlo come il miglior “giornalista” economico che finora abbia sentito parlare, prova a guardare il suo curriculum vitae per guardare con chi hai a che fare. Uno dei video che ti consiglio di guardare è questo: competitività.

Mi stavo quasi dimenticando una cosa importante: forse non ti interessa se lo spread italiano supera i 300 punti percentuali sul Bund tedesco, ma ti consiglio di interessarti perché la finanza è anche la tua vita, infatti se crolla lo Stato puoi salutare i tuoi risparmi, i tuoi servizi (scuola, università, sanità, sicurezza)… quindi ti consiglio di informarti.

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Il mercato cinese

Sabato mattina durante il mio viaggio in treno ho comprato “La Repubblica”, un giornale che pur essendo un po’ fazioso mi piace per il modo di fare inchiesta e per alcune sue inserzioni come “Affari e Finanza” che è in vendita abbinata al quotidiano il lunedì. Sabato il giornale romano viene venduto con “Donna”, un giornale prettamente femminile che a me interessa pochissimo.

Shangai, capitale economica cinese

Donna non mi interessa, è un giornaletto pubblicitario che può piacere alle donne sulla cinquantina, ma sabato mentre sbuffavo per la noia del viaggio ho incominciato a sfogliarlo e ho trovato alcuni articoli che mi hanno colpito, uno tra tutti: il mercato cinese. La seconda economia (valore nominale) è in continuo cambiamento e si sta evolvendo come avvenne per tutti i paesi in via di sviluppo (anche in Italia negli anni 60).

Gli operai cinesi ora, grazie alla continua ascesa di Pechino sul piano internazionale, arrivano a guadagnare 180 € al mese che non saranno molti per noi europei, ma per loro sono tantissimi poiché fino l’anno scorso percepivano al massimo 60 € mensili. L’aumento è stato del 300% ed è un dato che fa riflettere perché quando aumentano gli stipendi delle classi sociali più basse vuol dire che il mercato è in forte espansione e l’industria lavora a pieno regime.

Quando si alzano i salari agli operai si producono più effetti, il primo è lo sviluppo interno alla Cina che permette a chiunque di comprare cose prima inaccessibili come ad esempio un motorino, ma gli imprenditori ne risentono perché sono costretti a fare fronte a spese maggiori poiché da 60 a 180 € al mese per ogni dipendente sono parecchi. Pensate alla storia del nostro paese fatti di operai che negli anni 50 e 60 lavoravano come dei dannati per comprasi la televisione o la Lambretta.

Gli operai cinesi incominciano ad avere potere, si sentono un po’ più forti e non sono più disposti a farsi 16 ore di lavoro così gli imprenditori che devono continuare a produrre per conto delle multinazionali europee e americane stanno studiando la soluzione a questo problema: per tenere bassi i prezzi di vendita bisogna diminuire il costo di produzione così incominciano ad arrivare in Cina dei giovani vietnamiti o cambogiani che lavorano fino a 17 ore al giorno per 40-50 € mensili.

La Cina sta percorrendo il nostro stesso cammino, identico perché da noi fino agli anni 90 arrivavano i meridionali e ora per portare avanti le fabbriche sono arrivati gli extracomunitari che percepiscono meno di un italiano. Chi ci guadagna e chi ci perde? Ci guadagna l’imprenditore che ha lo stesso lavoro con un costo più basso e ci perdono tutti gli italiani perché si trovano di fronte una concorrenza sleale. I cinesi si stanno arrabbiando perché una volta conquistati i diritti si vedono scippare un lavoro da giovani provenienti da altri paesi che lavorano a un costo infinitamente inferiore.

Concludo dicendo che la Cina sta notevolmente cambiando, se prima produceva roba di bassa qualità su commissione, ora incomincia a produrre merce di buona qualità progettata e realizzata interamente in Cina. Il governo cinese punta molto sulla ricerca e quando sento dire che scoppierebbero se gli europei, i canadesi e gli americani ritirassero le industrie, mi viene da ridere poiché se non lo sapete la Cina investe in 4-6% del Pil per formazione universitaria e ricerca quando invece un paese come l’Italia o la Germania ne investono 1,2-4%.

Mi duole dirlo, ma è solo questione di tempo, avranno una tecnologia anche loro e sarà tardi per fermarli.