La solita soluzione all’italiana

E’ notizia fresca che oggi il governo ha deciso di ristabilire i fondi FAS alla cultura e al cinema in egual misura rispetto al 2010. Saranno erogati 428 milioni di Euro al Ministero dei Beni Culturali per la conservazione dei beni e il ripristino delle opere, soprattutto quelle di Pompei crollate qualche mese fa e sarà abolita la tassa di 1€ sui biglietti cinematografici che doveva entrare in vigore il 1 luglio.

La strada di Pompei

Analizzando la vicenda da un punto di vista più ampio rimango perplesso di fronte alle scelte di questo Paese perché non investe in cultura. Come può un Paese che detiene un patrimonio così straordinario come il nostro a non investire in cultura? Abbiamo più di 2000 anni di storia che milioni di turisti vengono a vedere tutti i giorni, abbiamo musei a cielo aperto invidiati da chiunque eppure continuiamo a tirarci la zappa sui piedi tagliando i fondi alla cultura.

Venendo al succo del discorso sono felice che siano stati trovati i fondi, ma sono arrabbiato nel modo in cui vengono raccolti. Verrà creata una nuova accisa sulla benzina pari a 1-2 centesimi al litro e dato che il periodo non è dei più felici penso che questa scelta dell’esecutivo sia scandalosa perché aumenterà il costo dei trasporti con la conseguente inflazione dei prezzi alla vendita. E’ da un po’ che cerco di documentarmi sulla tassazione dei carburanti per trazione e alla fine ho deciso di riportarvi questa lista che ho preso da Wikipedia perché la giudico affidabile:

  • 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro);
  • 14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro);
  • 10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro);
  • 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro);
  • 10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro);
  • 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro);
  • 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (0,039 euro);
  • 205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro);
  • 22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro);
  • 0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.

Il tutto per un totale di 0,25 euro (486 lire) e su queste accise viene applicata anche l’IVA, per un totale di 0,30 euro. Da notare che sarà inserita la nuova accisa di 1-2 centesimi per la cultura.

La lista che ho riportato qualche riga sopra mostra l’operato dei governi italiani, quando c’è da trovare i soldi si aumentano le tasse su un bene carissimo e di primaria necessità. Mi chiedo se i tecnici di Via XX Settembre (Ministero dell’Economia) non abbiamo altri strumenti per la raccolta come ad esempio il recupero dell’evasione fiscale. Quello è il vero problema italiano che non viene risolto da nessun governo.

Cerchiamo di aprire gli occhi perché tutti i giorni a nostra insaputa ci aggiungono una piccola tassa e per fortuna c’è chi come Enrico Mentana ha deciso di parlarne in un telegiornale come terza notizia.

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Italia, paese della non-cultura

L’Italia è il primo paese del mondo per patrimonio artistico dato che detiene il 70% dei beni protetti dall’UNESCO, l’Italia è nei primi dieci paesi per patrimonio ambientale e paesaggistico, l’Italia è il paese di Leonardo Da Vinci, Galileo Galilei, Enrico Fermi, Carlo Rubbia, Rita Levi-Montalcini, Maria Montessori, Dante Alighieri, Umberto Eco, Raffaello e poi mi fermo perché sennò riempirei la pagina, eppure ci siamo persi di vista. Fortuna che ci sono persone straordinarie come Roberto Benigni che riportano in vita opere come la Divina Commedia.

L’Italia è una penisola in cui i romani trovarono casa e fondarono la società occidentale più di 2000 anni fa, eppure ad oggi la cultura in questo paese è quasi considerata come un peso e non si premia le persone più acculturate tant’è che il nostro ministro dell’Economia ha dichiarato: “di cultura non si campa” dicendo che la cultura non è importante.

La recente legge finanziaria ha tagliato pesantemente l’istruzione, la ricerca e il mondo della cultura in generale, infatti dal 1 luglio pagheremo un Euro in più per andare al cinema e numerosi lavoratori legati al mondo teatrale perderanno il posto di lavoro. Detto questo quello che mi fa più arrabbiare è il fatto che persone con un elevata cultura personale non abbiamo una ricompensa economica adeguata e per sostenere il mio pensiero vi posso parlare ad esempio dei professori universitari che in Italia vengono pagati molto meno rispetto ai colleghi tedeschi e francesi.

Fino a poco tempo fa pensavo anche io che la cultura è qualcosa di inutile, poi ricominciando l’università ho capito che la cultura è il motore di sviluppo della società, la cultura è l’unico modo per capire il passato, agire sul presente per avere un futuro più sicuro, la cultura è l’unico strumento che ti permette di analizzare una situazione sotto diversi punti di vista e per finire la cultura è tutto.

Ho deciso di scrivere questo piccolo articolo perché ieri cercando un libro sulla globalizzazione sono andato a ricevimento da un mio professore e tra una chiacchiera e l’altra mi ha detto di avere una biblioteca con 5.400 libri tutti letti. Lì per lì sono rimasto sbalordito e nemmeno ci credevo, poi ripensando alla qualità didattica che offre allora ho cambiato idea. Di fronte a queste enciclopedie viventi c’è solo da togliersi il cappello e sentirsi fortunati nel sentire i loro monologhi. Chissà quanti “professori” ci sono così in giro per l’ITALIA.

Di fronte a una qualità didattica davvero strepitosa come quella italiana (basta guardare quanti italiani sono in giro per il mondo nei migliori centri di ricerca) non c’è stato un governo che negli ultimi 30 anni abbia deciso di investire su cultura, istruzione e ricerca. Signori, a voi le conclusioni…