Continuano a chiamarla manovra

Ieri il Consiglio dei Ministri ha varato la manovra aggiuntiva di 45 miliardi di Euro per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 come richiesto più volte dalla BCE per voce di Mario Draghi e Trichet.

Il governo ha messo a bilancio 20 miliardi aggiuntivi per il 2012 e 25,5 miliardi per il 2013 che consentiranno il famoso pareggio di bilancio. Tante le novità messe a bilancio, in primis i tagli agli enti locali per 9 miliardi di Euro e 8,5 miliardi di tagli ai ministeri che avranno di sicuro un impatto devastante sulle politiche sociali di comuni e regioni come già visto nella precedente manovra fiscale (ticket sanitario e aumento di treni-autobus per il trasporto locale).

In manovra c’è poi una porcata assoluta che riguarda gli statali: rischio di taglio della tredicesima e pagamento del TFR spostato a due anni. Ho sempre sostenuto che per far crescere l’economia lo Stato dovrebbe impegnarsi a pagare i debiti in modo più veloce e non in due anni. Agli statali ricordo hanno già bloccato il salario senza adeguamento inflazionistico e senza adeguamento contrattuale così nei prossimi anni perderanno sicuramente il potere d’acquisto perché l’inflazione è al 2-3%.

In manovra ci sono poi le liberalizzazioni e le privatizzazioni: voglio aspettare per giudicare ciò che liberalizzeranno perché spero che vadano ad aprire tutti gli albi (notai, avvocati, geometri, architetti, ecc…) ma sono già sicuro che quella categoria lì non la toccheranno dato che è la base elettorale dell’attuale maggioranza. Privatizzazioni? Queste sono sempre state fatte male e non sono molto entusiasta, si finirà a dover ripagare i debiti di qualche industrialotto come nel caso di Telecom Italia o Alitalia.

Ci sono poi i tagli del 5 e 10 % sui redditi dei lavoratori dipendenti sopra i 90 e 150 mila Euro. Bene, questa è una bella cosa, peccato che sia meno del 1% della popolazione italiana. Demagogia pura sull’aumento Irpef per i lavoratori autonomi con reddito sopra 55 mila Euro. Qual’è quel cittadino che denuncia tutto in Italia? Su questo punto se tirano su 10 € hanno già fatto un ottimo lavoro.

Nessuna patrimoniale, era troppo per questo governo, non poteva distruggere completamente il suo elettorato, quindi niente tassazione sui risparmi. Per la lotta all’evasione invece cosa ha fatto? Inasprito le pene per la mancata emissione di scontrino o fattura e abbassamento ai 2500 € per i pagamenti in contante.

Queste sono alcune cose contenute nella manovra fiscale e come avrai potuto capire non sono molto entusiasta perché alla voce manovra mancano gli strumenti per la crescita economica. Sono tutti economisti tranne me, eppure non hanno ancora capito che senza crescita non c’è sviluppo e che il debito pubblico è abbattibile solo con nuove tasse? L’Italia negli ultimi 10 anni ha avuto una crescita media dello 0,25%, solo Haiti ha fatto peggio. Senza crescita non puoi creare occupazione e costringi le persone a lavorare per più anni con un conseguente disastro sui conti prevvidenziali.

La crescita passa per un patto generazionale tra giovani e anziani, cioè per un’uscita forzata dopo i 60 anni da parte dei lavoratori a favore dei nuovi arrivati. La crescita passa necessariamente dal recupero dell’evasione fiscale, è ora di smetterla e di impegnarsi seriamente affinché tutti paghino le tasse, solo così potrà esserci una reale diminuzione della tassazione.

Tornando al passato, a partire dal 2008 mi vengono in mente tante cose, come tornavano comodi i soldi adesso… eppure hanno regalato 5 miliardi per Alitalia, 6 miliardi all’Aquila con costi di 12.000 al metro quadro per delle case in legno, 1 miliardo alla città di Catania, 600 milioni per Roma Capitale, 2 miliardi per i rifiuti campani, 300 milioni per il G8 alla Maddalena e poi quello che più mi duole è il 5% sullo scudo fiscale, unico Paese al mondo ad aver applicato una tassazione così ridicola. Con il condono abbiamo incassato solo 5 miliardi, con una tassazione al 10-15% ora in cassa avremo 5-10 miliardi in più e questa manovra si sarebbe fatta da sola senza sacrifici.

Invece no, dobbiamo fare altri sacrifici, ma ho gusto per i miei connazionali perché hanno eletto Silvio Berlusconi e quell’uomo ci sta portando allo sfascio totale.

Quanta perplessità

Giulio Tremonti, l'attuale Ministro dell'Economia

Non sono di certo un laureato in economia, eppure leggo tanti siti web economici e qualche volta “Il Sole 24 ore” che reputo un gran bel giornale nonostante sia troppo vicino a Confindustria che è l’editore.

In questi giorni oltre ai ministeri al nord si parla di fisco, di finanza e di conti pubblici con Tremonti molto impegnato a capire dove trovare i fondi per fare questa famosa manovra da 40 miliardi sul bilancio 2011-2013 per portare questo Paese al pareggio di bilancio come richiesto dalla UE.

Io ho stima di Tremonti che di economia penso ne capisca parecchio nonostante a volte faccia delle porcate come i condoni e gli scudi fiscali e nonostante non abbia una laurea in economia penso di poter dire la mia sulla riforma fiscale e l’aggiustamento dei conti pubblici. Dal mio punto di vista si devono assolutamente diminuire le tasse sull’Irpref e sull’Irpeg per rimettere qualche soldo nelle tasche degli italiani, non si deve assolutamente toccare il capitolo IVA, ma penso che si possa attingere da una tassazione seria sulle rendite finanziarie.

Non ho i dati degli altri paesi, ma penso che in nessun altro stato vengano tassate le rendite al 12.5% mentre l’Irpef è tassata a una media del 40%. Com’è possibile questa cosa? Permettiamo che chi ha i soldi da investire abbia uno sconto fiscale? Qua non serve una laurea per capire che si possono trovare risorse per la manovra, magari raddoppiando la tassazione e portandola al 25% che considero una tassa equa.

E poi Tremonti, e poi Italia, e poi italiani…l’evasione fiscale! Basta, non è possibile che in questo paese venga evasa una cifra vicina a 110 miliardi di €, uguali al 8% del PIL. Se lo Stato recupera questa cifra in modo serio l’economia avrebbe un botto spaventoso e lo Stato potrebbe rinvestire questa cifra in università, ricerca, scuola, lavoro, sanità, ecc…

Per togliere l’evasione fiscale però è necessario che vengano fatte leggi serie e molto rigide sulla corruzione che nel nostro Paese è davvero vergognosa, è una piaga da debellare con pene esemplari. Altra cosa che in pochi sanno e che dico a tutti quelli che conosco: uno Stato serio modificherebbe subito la legge che permette a un qualunque cittadino di fare una segnalazione anonima di evasione fiscale, invece la legge attuale prevede l’identificazione per aprire una pratica di evasione fiscale.

Questo governo parla di “Stato di polizia tributaria”, io invece ripartirei da qua, dall’incentivare i cittadini a denunciare chi evade le tasse con semplici segnalazioni alla Guardia di Finanza. Non ti fanno lo scontrino? Chiami il 117 e denunci in modo anonimo così sei sereno e sei spinto a farlo. A me è capitato di chiamare la Finanza in un bar, ho dovuto lasciare i documenti per essere identificato come se il criminale fossi io e non colui che non paga le tasse.

Prepariamoci a rimboccarci le maniche perché ci sarà da sudare nei prossimi mesi e soprattutto nei prossimi anni.

Destra o sinistra? RIFORME

M. Thatcher: una grande riformatrice britannica

Tutte le volte che penso ai politici di destra e di sinistra mi viene da ridere perché tutte e due le parti sono collegate a lobby spaventose e non fanno le riforme necessarie per risollevare il Paese. Ci sono tante riforme da fare e dal mio modestissimo punto di vista investirei tutto sul turismo perché è un settore in cui l’Italia ha davvero pochissimi avversari, eppure negli ultimi anni abbiamo perso circa 9 milioni di turisti l’anno e questo trend si interromperà solo nel 2011-2012.

Quello che però non sento mai dire da nessun politico è la riforma fiscale e mi continuo a chiedere perché nel 2011 abbiamo ancora un sistema fiscale così scadente e arretrato rispetto ai nostri alleati europei. Com’è possibile che in questa Nazione si mettano a bilancio nell’anno successivo le spese correnti? Mi spiego meglio: il governo finanzia l’istruzione con una certa quantità di soldi, ma questa spesa la mette a bilancio nell’anno successivo per pura convenienza nei confronti dell’Europa che sennò ci applicherebbe una procedura di infrazione del trattato di Maastricht.

La vera riforma fiscale da fare è quella che obbliga lo Stato a rispettare i pagamenti a 60 giorni e non a 270-360 giorni come accade adesso. Se io sono un imprenditore che costruisce un ponte per l’Anas vedrò quei soldi dopo 1 anno, ma intanto devo pagare gli operai e persino la banca che mi fa credito. Com’è possibile che non ci sia stato un governo che negli ultimi 30 anni abbia fatto una riforma simile? Certo che è difficile perché nell’immediato aumenta notevolmente il debito pubblico, ma nel medio termine si hanno risultati nettamente migliori degli attuali perché circola più denaro e quindi aumentano i consumi e gli investimenti.

Siamo un Paese davvero poco efficiente quando parliamo del sistema pubblico. Con l’ultima riforma di Tremonti (che reputo nonostante tutto un buon economista) i dipendenti statali hanno il salario bloccato fino al 2013 e se l’inflazione crescerà del 5% perderanno potere d’acquisto diventando di conseguenza più poveri.

Un’altra riforma da fare è quella di lasciare spazio e respiro a quelle imprese o privati in difficoltà nei confronti dello Stato che tramite le sue agenzie di riscossione Equitalia ammazza il sistema economico già in pesante difficoltà. Non è possibile che quando sei a credito nei confronti dello Stato devi aspettare degli anni e quando invece sei a debito lo Stato pretende subito il dovuto. Ci dev’essere parità di trattamento ma queste cose l’italiano medio non le sa o non ci vuol ragionare sopra, se ne frega.

Riforme, riforme e riforme ecco cosa serve a questo Paese, servono le riforme e per farle bisogna rimboccarsi le maniche e ingoiare un bel cucchiaio di coraggio perché stiamo andando verso il declino. Sul tavolo del Ministero dell’Economia è pronta una manovra di 40 miliardi di € che per farvi capire è più grande di quella che fece Tommaso Padoa Schioppa e di poco inferiore a quella che fece Ciampi nel 1992 per riportare la Lira italiana nello SME. Una manovra di 40 miliardi farà tremare le mura di molte case perché per realizzare un intervento così occorre ridurre la spesa corrente e aumentare le tasse.

Staremo a vedere nei prossimi mesi, ma di certo preparatevi al peggio perché ci saranno importanti cambiamenti e nuove “tassazioni” che ovviamente colpiranno i pensionati, i lavoratori dipendenti e i consumi dato che sono le uniche fonti da cui lo Stato è sicuro di prendere i soldi e qui concludo perché non voglio parlare di evasione fiscale, quella c’è e ci sarà sempre perché è racchiusa nel DNA italiota!