Ma che ruolo hanno i mass media?

La foto in alto a sinistra rappresenta Marshall McLuhan, uno dei più grandi studiosi in comunicazione.

Al giorno d’oggi viviamo in un mondo interconnesso in cui una singola persona è collegata a tutte le altre tramite televisioni, giornali, internet, cellulari, posta elettronica e soprattutto social network. Il ruolo dei media era, è e sarà sempre un ruolo cruciale nelle interazioni tra gli individui e il mondo circostante.

Il caso della guerra in Libia è un caso emblematico di come i media influenzino il nostro pensiero perché se chiedete agli occidentali un parere su Gheddafi sarà nettamente diverso da quello di qualche mese fa. Perché? Semplicemente perché i media prima non c’avevamo mai parlato della Libia e del dittatore africano così molte persone non avevano un opinione blanda e quasi assente sul regime libico mentre oggi tantissime persone sono contro Gheddafi.

I media hanno la funzione di creare opinioni tramite molte scorciatoie e questo è visibile in politica e soprattutto nei casi di cronaca nera. Il caso di Cogne che vedeva coinvolta Annamaria Franzoni è un caso lampante di come i media creino opinioni nelle persone perché nessuno di noi era presente sul fatto, ma più o meno tutti ci siamo fatti un opinione giudicando quella donna come colpevole o innocente. Nessuno di noi sa come siano andate le cose e non le sanno nemmeno i media tuttavia su questi casi ci forniscono opinioni invitando persone a esprimere la propria opinione.

E ancora in politica il ruolo dei media è determinante perché le opinioni sono determinanti e il controllo dei media gioca un ruolo cruciale per spostare l’elettorato. Da italiani viviamo in un mondo a parte avendo 5 canali su 7 che trasmettono più o meno la stessa informazione e avendo un tipo di giornalismo molto morbido in cui i giornalisti si accordano con i politici sui temi da esporre. Il giornalismo d’oltremanica o a stelle e strisce invece è molto più duro e un politico non si sognerebbe di attaccare un giornalista e nemmeno di raggiungere un accordo perché la potenza dei media è così devastante che il politico di turno sarebbe distrutto in qualche ora.

La televisione nella creazione dell’opinione è un mezzo fantastico perché non è richiesto alcuno sforzo all’utente, deve solo stare lì ad ascoltare e guardare video già confezionati da un’altra persone. Gli altri media come ad esempio il quotidiano o internet invece sono diversi perché necessitano di una collaborazione attiva del lettore perché egli dovrà costruirsi un percorso informativo, dovrà scegliersi la fonte, dovrà leggere e dovrà crearsi da solo un’opinione. Insomma la differenza tra i due media è davvero enorme.

Studiando comunicazione mi definisco un tradizionalista e sostengo la corrente di pensiero che vede i media schiavi dell’utenza. Cerco di spiegarmi meglio con un esempio: il Grande Fratello esiste perché lo vogliono le persone, se le persone non lo guardassero non esisterebbe. A chi critica questa teoria dicendo che è datata ribatto dicendo che l’utente è libero di cambiare programma a suo piacimento e di guardare altri tipi di programma, tuttavia la maggior parte della gente continua a guardarlo costringendo l’editore a fare questo tipo di programma.

In tutti i settori comunicativi è così e se torniamo al discorso delle politica risulta chiaro che anche qui i media si adeguano a quello che la gente vuole sentire: se la gente vuole sapere del caso Ruby si parlerà solo di quello, se la gente vuole sapere della guerra in Libia si parlerà solo di quello. Certo, c’è anche chi fa informazione in modo diverso come “Il fatto quotidiano” che punta a un giornalismo classico senza tante rubriche dementi e senza la spettacolarizzazione della politica, ma è uno e unico e ha un ritorno in termini di vendite di 70.000 vendite.

Sogno un tipo di media al servizio del cittadino, o meglio sogno un cittadino affamato di notizie e non di gossip perché sinceramente non mi interessa quel che Berlusconi fa con le sue donne ad Arcore, mi interessa se invece inserisce delle leggi speciali che mi peggiorano la situazione economica e sociale. Il giornale che ho citato sopra è un bel esempio di giornalismo attento ai fatti veri e non ai gossip.

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Youtube e i nuovi scenari della tv

Ieri su Repubblica.it leggevo un articolo sui futuri investimenti di Google Inc. nel settore televisivo sfruttando la piattaforma di Youtube. Il gruppo californiano di Mountain View ha così deciso di entrare in un nuovo settore investendo 100 milioni di dollari per fare concorrenza ai grandi editori statunitensi come Fox di proprietà del magnate australiano Murdoch.

Nasceranno 20 canali tematici che trasmetteranno attraverso internet su tutti i dispositivi capaci di collegarsi alla rete come ad esempio pc, smartphone, tablet e ovviamente le nuove televisioni che hanno un collegamento al Web. La visione sarà gratuita perché il costo sarà sostenuto dalla pubblicità, insomma in pieno stile Google.

Non voglio riprendere un articolo di giornale e riportarlo qua, voglio analizzarlo in modo critico dicendo che questa scelta apre un nuovo interessante scenario, infatti questa tecnologia andrà a scontrarsi con la televisione tradizionale fatta da abbonamenti e concessioni governative. Sul punto di vista legato al diritto nasceranno contenziosi perché le emittenti tv devono pagare lo Stato per avere la frequenze per trasmettere mentre non c’è una legislazione chiara per i contenuti sul web.

In Italia anche Mediaset ha lanciato un servizio simile, davvero straordinario chiamato Net Tv. Gli abbonati a Mediaset Premium hanno la possibilità di guardare la televisione On-Demand attraverso un software che si collega al web e scarica il contenuto richiesto (se ad esempio voglio guardare quel determinato film che non è in palinsesto, attraverso Net Tv posso scegliere di guardarlo dove voglio e quando voglio perché la fruizione arriva dal Web). Il servizio lanciato da un grande editore italiano lo trovo straordinario, ha l’unico difetto di avere una visione limitata a 60 ore al mese, ma per essere all’inizio accolgo con entusiasmo questa interessante offerta gratuita.

Nel nostro paese un servizio come quello che verrà lanciato da Google non arriverà mai per i soliti problemi legati alla disponibilità di banda delle nostre pessime Adsl e poi va aggiunto il problema legato alle concessioni televisive. Ma se pensiamo al fenomeno dello streaming web (il 99% è prodotto in modo illegale violando i diritti d’autore) di sport, cartoni animati e film allora il fenomeno è davvero vasto e interessante.

Io rimango alla finestra, guardo e osservo, ma quando Google si muove state pur certi che crea nuove tendenze. Staremo a vedere e mi scordavo di dirti che se vuoi leggere l’articolo ufficiale lo puoi trovare qui.

Basta con questa TV

Televisione

Mi sono stancato di vedere questa maledetta scatola che fa vedere programmi demenziali, fatti per attirare investimenti dai pubblicitari, ma che sotto sotto non insegnano niente, anzi portano i ragazzi a modelli di società distorta.

Io la televisione la guardo pochissimo, per fortuna ho Sky che mi da un’ampia scelta sia di programmi che di informazione. La televisione la guardo raramente, seguo pochissimi programmi:

  • History Channel
  • Discovery Channel
  • Sky TG24 (unico telegiornale imparziale)
  • Sky Sport (il calcio è una mia passione)
  • Le Iene (trasmissione ironica che alcune volte fa servizi che alla politica non piacciono molto)
  • La Storia Siamo Noi (Minoli è un mio pallino, come si fa a non guardare questo programma?)
  • Reporter (inchieste giornalistiche allo stato puro, strepitoso)

Ecco, questi sono gli unici che mi piacciono in questa televisione fatta da programmi inutili, eppur seguiti. Mi chiedo sempre come si faccia a guardare il “Grande Fratello”,  “X factor”, “La Talpa”, “L’isola dei famosi”, “Uomini e Donne”, “C’è posta per te”,ecc… Tutto questo mi sta bene se a farlo è Mediaset visto che è un’azienda privata, ma se a farlo è la Rai, mi cascano le pa…

La televisione negli anni ’60 ha contribuito moltissimo alla socializzazione degli italiani, facendogli vedere programmi come “Carosello” che pur essendo pubblicità allo stato puro era molto divertente ed educativo. Dov’è finita la vecchia Rai? Purtroppo è scomparsa e si è dovuta adattare a un mercato fatto di pubblicità e concorrenza!

Di fronte a questo scenario ho deciso di limitare drasticamente il consumo della televisione, preferisco infatti navigare 4-5 ore in Internet scegliendo i contenuti che mi piacciono, gratis e senza pubblicità. Poi ho il vantaggio di avere un’ informazione libera come quella di Marco Travaglio che su Youtube fa una rubrica chiamata “Passaparola”.